La Food Protein Induced Enterocolitis Syndrome (FPIES) è una forma di allergia alimentare non IgE mediata ad espressione prevalentemente gastro-intestinale.
Può essere indotta da differenti alimenti e da quantità variabili, con età di esordio legata alla loro introduzione nella dieta. Per tale motivo si tratta di una patologia tipica dell¿epoca neonatale o pediatrica.
L¿FPIES è caratterizzata da un¿anomala risposta a cibi ingeriti con conseguente infiammazione della mucosa intestinale ed incremento della permeabilità gastrointestinale. È stata spesso considerata una malattia cellulo-mediata, ma solo pochi studi hanno investigato il ruolo delle cellule T nella FPIES con risultati inconclusivi, mentre la risposta umorale non è ancora stata chiarita.
Lo studio si propone di mettere in evidenza eventuali differenze peculiari del microbiota intestinale nei pazienti affetti da FPIES rispetto a soggetti sani age and sex matched.
Tale dato verrà, inoltre, valutato nelle 12 ore successive alla comparsa di reazioni sintomatologiche causate da Test di Provocazione Orale diagnostico con alimento specifico.
Alla composizione del microbiota intestinale si tenterebbe, inoltre, di correlare la determinazione della permeabilità intestinale attraverso il metodo lattulosio/mannitolo e la concentrazione urinaria della proteina IFABP (intestinal fatty acid binding protein), una proteina contenuta all¿interno dell¿enterocita maturo e di cui può costituire fino al 2% delle proteine del citosol. Dopo la morte dell¿enterocita i livelli sierici di IFABP aumentano a causa del rilascio in circolo del contenuto citoplasmatico, costituendo un possibile marker di danno intestinale.
Le evidenze che deriverebbero da tale studio potrebbero quindi descrivere la cinetica di eventi supposti, ma mai realmente dimostrati alla base della Food-Protein Enterocolytis syndrome.
Lo studio si propone di mettere in evidenza eventuali differenze peculiari del microbiota intestinale e della permeabilità intestinale nei pazienti affetti da FPIES rispetto a soggetti sani age and sex matched.
Tale dato viene, inoltre, valutato nelle 12 ore successive alla comparsa di reazioni sintomatologiche causate da Test di Provocazione Orale diagnostico con alimento.
Le evidenze che derivano da tale studio potrebbero quindi descrivere la cinetica di eventi supposti, ma mai realmente dimostrati alla base della Food-Protein Enterocolytis syndrome.
In studi precedenti infatti venivano messe in evidenza alterazioni dei test di permeabilità intestinali in bambini affetti da allergia alimentare non-IgE mediata ed il relativo potere diagnostico paragonato ad altri esami comunemente utilizzati come gli Atopy Patch Test.
Tali evidenze non venivano però mai paragonate alle eventuali variazioni del Microbiota in corso di TPO e non veniva valutata in modo preciso la cinetica di tali eventi nelle ore successive di una crisi di tipo FPIES.
Lo studio in oggetto potrebbe quindi indagare il reale contributo del Microbiota Intestinale al processo di malattia che sottende all¿instaurarsi della Food-Protein Enterocolytis syndrome e le conseguenti variazioni della permeabilità intestinale.
Quest¿ultimo parametro associato alla cinetica della proteina IFABP potrebbe fornire elementi chiave nella comprensione del processo patogenetico alla base della FPIES.
Non esistono al momento informazioni in merito alle differenze di composizione del microbiota intestinale nei pazienti affetti da FPIES. È noto al contrario che la frequenza con cui un dato alimento è responsabile di FPIES nelle diverse aeree geografiche è differente e questo potrebbe dipendere dalla composizione del microbiota intestinale stesso.
Studi precedenti descrivono tale patologia come una manifestazione infiammatoria sistemica allergene dipendente (Pecora V et al. Inflammatory events during Food Protein-Induced Enterocolitis Syndrome reactions. Pediatr Allergy Immunol. 2017.
Restano ancora da comprendere gli eventi che conducono all¿inizio della descritta ¿cascata infiammatoria¿ e al conseguente danno intestinale.
La comprensione di tali eventi potrebbe quindi fornire elementi utili a tentativi di modulazione del microbiota intestinale allo scopo del mantenimento dell¿adeguata permeabilità intestinale.
Lo studio della cinetica della proteine IFABP potrebbe rivelare informazioni preziose per l¿individuazione di un marker non invasivo di danno intestinale.