Indagare i significati che racchiude oggi l'architettura in relazione ai luoghi di lavoro, in un'era di forti innovazioni, e di quali siano le caratteristiche principali di un'architettura espressione dei cambiamenti in atto, comporta la comprensione di questioni essenzialmente legate a diversi ambiti, quali quelli sociali, tecnologici, architettonici ed economici.
In questo contesto e in questi ultimi anni il mondo del lavoro ha subito drastici cambiamenti, che hanno influito anche sull'organizzazione fisica degli spazi destinati al terziario. La diffusione delle Information and Communication Technologies sta portando alla definizione di nuove possibilità di gestione e di modalità di organizzazione del lavoro e di conseguenza alla trasformazione degli spazi ad esso dedicati. Molti di questi edifici vanno rifunzionalizzati, in base alle nuove necessità di carattere tecnologico e normativo. Questo ha reso insufficiente molte delle conoscenze, imponendo la necessità di rivedere le concezioni progettuali fino ad oggi utilizzate.
Ci si chiede, dunque, quale sia il motore trainante del cambiamento e quale forma dare ai vecchi edifici del lavoro plasmati dalla rivoluzione tecnologica. Le nuove tecnologie dell'informazione consentono non solo di elaborare e immagazzinare l'informazione, ma anche di accedervi senza difficoltà. La diffusione di un nuovo concetto di città intelligente, basato sul principio della rete, individua la possibilità di sperimentare la riqualificazione di un edificio che interagisce con l'ambiente costruito urbano. La ricerca intende mettere a sistema un campione significativo di edifici esistenti, con i requisiti spaziali e tecnologici propri degli Ambient Intelligence (AmI).
Il risultato sarà uno strumento in grado di fornire una serie di dati quantitativi e qualitativi, e di definire un nuovo quadro esigenziale e prestazionale per gli spazi e gli edifici per uffici coinvolti in questo processo di trasformazione tecnologica.
Le città sono diventate il punto focale delle politiche e delle strategie economiche del nuovo millennio. Esse consumano il 75% dell'energia mondiale e sono responsabili dell'80% delle emissioni di CO2, con un rilevante impatto economico e sociale.
All'interno di questo contesto, le Smart Cities si identificano come quei luoghi o contesti territoriali ove l'utilizzo pianificato di risorse umane e naturali, opportunamente integrate e gestite mediante le numerose tecnologie ICT disponibili, consente la creazione di un ecosistema capace di integrare al meglio le risorse e di fornire servizi integrati sempre più efficienti (Agenzia per l'Italia Digitale, 2012).
Con il programma Europa 2020 vengono fissati gli obiettivi per la determinazione di una strategia globale al fine di favorire la crescita intelligente, inclusiva e sostenibile delle nostre città. Il programma "Smart Cities and Communities" riconosce, in particolare, il ruolo propulsore delle tecnologie intelligenti quale strumento in grado di contribuire al miglioramento della qualità della vita e delle sue relazioni.
Nelle città intelligenti, le tecnologie digitali e le reti sociali, composte e animate dai cittadini, cooperano al miglioramento della qualità della vita, realizzando una quotidianità più soddisfacente.
La città è una macchina per comunicare, un immenso reticolato, nel cui intrico, la maggior parte delle attività che si svolgono ha per scopo l'acquisizione, la manipolazione, lo scambio delle informazioni (Joel de Rosnay).
Le straordinarie possibilità offerte dalla tecnologia informatica e delle telecomunicazioni, stanno dando luogo alla necessità di rivedere i criteri alla base dei processi progettuali e costruttivi degli edifici, dal singolo componente alla scala urbana.
La stessa Agenda Digitale Europea attribuisce un ruolo chiave alle tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione. Il settimo pilastro "ICT for Social Challenges" sottolinea la funzione chiave che esse svolgono come contributo al miglioramento della qualità della vita prevedendo diverse azioni che gli Stati Membri dovranno intraprendere al fine di raggiungere tale obiettivo consentendo il raggiungimento di alti livelli di occupazione, produttività e coesione sociale, con un'economia sempre più green a basse emissioni di carbonio. In particolare, essa pone attenzione alla necessità di creare servizi per la gestione dell'energia degli edifici, per lo sviluppo di sistemi di trasporto intelligenti, con un' enfasi sugli aspetti di interoperabilità nell'erogazione e nell'interazione tra servizi pubblici.
L'innovatività della ricerca è da intravedere all'interno di questo contesto.
La costruzione di luoghi intelligenti presuppone l'adozione di una visione olistica, multidisciplinare e integrata che parte dai bisogni del cittadino/utente.
L'innovazione tecnologica si identifica come veicolo trainante del cambiamento in cui gli edifici diventano elementi interattivi, entrando in comunicazione bidirezionale con l'infrastruttura cittadina.
La ricerca vuole elaborare un primo quadro conoscitivo per progettisti, amministratori e stakeholders coinvolti nei processi di trasformazione tecnologica degli edifici esistenti ad uso direzionale con la finalità di definire uno strumento meta-progettuale che individui una serie di servizi al cittadino/utente all'interno e all'esterno dell'edificio.
Una fase successiva della ricerca prevederà la elaborazione di un Codice di Pratica, un strumento da affiancare eventualmente a iniziative pubbliche o private.
L'integrazione tecnologica di sistemi di ICT e di componenti smart all'interno degli edifici rappresenta il punto di partenza per lo sviluppo di nuovi scenari per la gestione del patrimonio edilizio esistente e delle reti infrastrutturali delle nuove città.
Mentre il processo trasformativo sul singolo edificio costituisce una prassi ormai consolidata, il ripensamento dell'edificio come nodo di interazione con l'ambiente costruito urbano rappresenta un ambito di indagine ancora da esplorare.