
Il presente studio è da considerarsi un case study di tipo esplorativo volto ad indagare il tema dell'uguaglianza di genere all'interno del Consiglio Nazionale delle Ricerche.
L'ipotesi guida è che esista una profonda disuguaglianza di genere nei percorsi di carriera e che questa si acuisca nel campo delle discipline Science, Technology, Engineering and Mathematics (STEM) da sempre considerate più affini all'universo maschile. L'obiettivo di questo studio è di fornire un punto di vista critico sulle problematiche dell'essere donna scienziata in STEM e sulle attuali politiche di sostegno e promozione dell'uguaglianza di genere nella ricerca.
Attraverso una metodologia d¿indagine di stampo qualitativo si intende mettere in luce le problematiche dell'essere donna scienziata in STEM sia in rapporto alla conciliazione vita-lavoro, sia riguardo al ruolo che l'istituzione di appartenenza svolge nel promuovere o inibire l'uguaglianza di genere.
Si ritiene, infatti, sia presente un problema di tipo culturale che incide negativamente sul rapporto delle donne nella scienza. Questo, innesca un circolo vizioso tra diminuzione delle possibilità e abbassamento delle aspettative che fa si che siano sempre meno le donne ad avvicinarsi al settore della ricerca scientifica nelle discipline cosiddette "esatte".
L'aspetto innovativo della ricerca è duplice. Da un lato, la peculiarità nello scegliere un approccio di tipo qualitativo che permette di aprire il dato e analizzarlo in profondità al fine di individuare dei meccanismi esplicativi di atteggiamenti remissivi e/o discriminatori da parte e/o verso le donne ricercatrici ( senza soffermarsi sull'asetticità del dato di sistema). Dall'altro il carattere innovativo risiede nella modalità privilegiata di accesso al dato da parte della ricercatrice che conduce l'indagine che, oltre a una conoscenza cognitiva della materia ha una conoscenza esperienziale che la porta ad essere molto vicina all'universo delle intervistate. Il fatto di condividere con le intervistate la condizione oggettiva di essere una donna ricercatrice avvalora la possibilità di instaurare, durante la raccolta delle testimonianze orali, un rapporto empatico con l'unità di analisi.
Inoltre, in linea con gli obiettivi della Commissione Europea sulla necessità di realizzare Gender Equality Plan in tutti i Paesi dell'Unione, questo studio può contribuire all'avanzamento delle conoscenze per la realizzazione di politiche pubbliche di sostegno e promozione per l'uguaglianza di genere, poiché fornisce una raccolta di testimonianze orali che sono cruciali per l'ideazione, la realizzazione e l'implementazione delle politiche.
Questo studio adotta quindi, all'interno degli studi di genere, una prospettiva di riflessione critica che guarda al sistema culturale e sociale come luogo in cui le dinamiche di genere si strutturano. Si ritiene infatti che i rapporti tra soggetti siano adattati da processi di socializzazione, di attribuzione dei ruoli e di formazione che inquadrano la donna in un sistema tradizionalmente basato sul lavoro di cura.
Naturalmente ad oggi siamo lontani dai tempi in cui la donna veniva vista come il cuore caldo del focolare addetta solo ed esclusivamente ai lavori di cura ma, scardinare pregiudizi radicati è difficile e, ad oggi, permangono forti discriminazioni nei rapporti uomo -
donna. In questo studio si vuole arrivare a creare delle categorie di analisi tipologiche che, con finalità di interpretazione e spiegazione, possano svolgere un ruolo cruciale nel collegamento tra dato empirico e teoria (Corbetta, 2008) e che siano utili a scoperchiare quella struttura nascosta e radicata che da sempre genera unconscious bias.