L'enorme mole di dati raccolta dalla Missione Archeologica Italiana in Siria durante le 47 campagne di scavo archeologico condotte sul sito di Ebla dalla Sapienza - Università di Roma, sotto la direzione di P. Matthiae, rappresenta un patrimonio storico-archeologico con un eccezionale potenziale informativo.
A fronte dell'enorme lavoro di raccolta e studio dei dati, si rende, pertanto, necessaria una sistematizzazione degli archivi attraverso uno strumento adatto alla gestione di migliaia di informazioni dettagliate. È necessario, infatti, che tale massa di dati, per essere funzionale alla ricerca, sia organizzata in modo unitario e informatizzata con il fine di: 1) preservarne il valore nel corso del tempo (deteriorabilità degli archivi cartacei e necessità di creare una banca di dati digitale di facile e rapida consultazione); 2) aumentare il potenziale conoscitivo dei dati, interrogando il database ed effettuando analisi statistiche, multivariate e spaziali; 3) rendere accessibili i contenuti da parte degli specialisti, attraverso una strategia open source; 4) fornire uno strumento per monitorare i danni al patrimonio culturale siriano, soggetto a distruzioni e saccheggi. Per ottenere questi risultati, il progetto 'Ebla 2.0' si propone di creare un DataBase relazionale e di sviluppare una piattaforma GIS integrata. Il sistema verrà sviluppato utilizzando come caso di studio i contesti archeologici del Bronzo Antico III-IVA1 di Ebla, che forniscono una consistente base di dati di tipo diversificato, comprendente informazioni stratigrafiche, dati sulla cultura materiale, dati zooarcheologici e paleobotanici, analisi archeometriche e datazioni al C14. La realizzazione del progetto servirà da supporto al proponente per la pubblicazione della sua ricerca di dottorato, oltre a costituire uno strumento estremamente utile per gli studi in corso, e per i lavori futuri, sui materiali di Ebla, rappresentando un supporto alla pianificazione, alla gestione e alla ricerca.
Il progetto `Ebla 2.0', qualora finanziato, rappresenterebbe un importante avanzamento delle conoscenze rispetto allo stato dell'arte, in quanto permetterebbe di organizzare le informazioni d'archivio in formato digitale e di gestirle attraverso software con capacità di calcolo e analisi molto elevate.
Da una parte, il progetto permetterebbe dunque di passare da una documentazione prevalentemente in formato cartaceo, a una documentazione digitale, preservandone il valore nel corso del tempo (deteriorabilità degli archivi cartacei e necessità di creare una banca di dati digitale di facile e rapida consultazione). Dall'altra parte, la creazione di un DBRS agganciato ad un GIS consentirebbe di aumentare il potenziale informativo dei dati effettuando, tramite l'utilizzo di software come Quantum Gis (Qgis) o Grass, una serie di analisi matematiche, spaziali e quantificazioni, predictive analysis, intervisibility, etc. Il GIS archeologico è, infatti, uno strumento estremamente utile nella fase di analisi ed interpretazione dei dati, in quanto consente la gestione simultanea di una grande quantità di informazioni interrelate e la creazione di mappe di distribuzione tematiche (con simboli, diagrammi, campiture) che permettono di effettuare valutazioni statistiche, quantitative e qualitative riguardanti i diversi aspetti considerati nella fase di studio ed edizione dei dati.
Rispetto al caso di studio scelto, i livelli del BA III-IVA1 di Ebla (oggetto del dottorato di ricerca conseguito nel 2014), l'eventuale finanziamento del progetto di avvio alla ricerca consentirebbe al proponente (dott.ssa A. Vacca) di realizzare un avanzamento nel livello di analisi ed interpretazione dei contesti di Ebla per questa fase cronologica. La ricerca di dottorato si poneva come obiettivo la definizione dell'orizzonte ceramico del Bronzo Antico III della Siria Interna (secondo quarto del III millennio a.C. in termini di cronologia convenzionale) attraverso lo studio di un consistente lotto di materiali ceramici, editi solo in minima parte, e provenienti dagli scavi archeologici dei siti di Tell Mardikh/Ebla e Tell Tuqan (Siria), condotti rispettivamente dalla Sapienza - Università di Roma, sotto la direzione di P. Matthiae (dal 2010 in co-direzione con F. Pinnock), e dall'Università del Salento, sotto la direzione di F. Baffi. In termini più ampi, la ricerca si è inserita all'interno del dibattito sui modelli di crescita e di formazione dello stato nell'area vicino orientale, ponendosi come obiettivo l'indagine delle fasi centrali del III millennio a.C., momento di rilevante importanza storica in relazione a quel processo denominato 'urbanizzazione secondaria', che ha visto la formazione degli Stati arcaici in Siria e Alta Mesopotamia.
In anni recenti diversi progetti di ricerca condotti a livello internazionale, come l'ARCANE Project (Associated Regional Chronologies for the Ancient Near East and the Eastern Mediterranean), si sono incentrati sulla definizione e sincronizzazione delle sequenze regionali del Vicino Oriente e del Mediterraneo per il periodo del Bronzo Antico, rendendo il tema del dottorato, sviluppato ulteriormente nell'ambito dell'assegno di ricerca in corso, ampiamente attuale nel dibattito archeologico. La realizzazione di un DataBase collegato a una piattaforma GIS permetterebbe, dunque, di affinare ulteriormente il livello di analisi, aggiungendo nuovi risultati alla ricerca finora condotta (Vacca 2014, 2015, 2016, in press a, b; si veda cv allegato), in particolare in vista dell'edizione degli stessi in un volume monografico in preparazione (Vacca A., Materiali e Studi Archeologici di Ebla X).
Dal punto di vista informatico l'avanzamento consisterebbe nella possibilità di applicazione dei più avanzati strumenti Open Source alla documentazione del sito pluristratificato di Ebla, sviluppando un DBRS/GIS adattato a contesti di scavo con particolari esigenze di documentazione archeologica, trattandosi, in particolare, dello scavo di un tell (tell in arabo, höyük, o tepe in turco, generalmente tradotto con 'collina'), ossia una particolare formazione archeologica risultante dall'accumulo e della seguente erosione di materiali (prevalentemente mattoni crudi) depositati dall'occupazione umana in lunghi periodi di tempo.
Il progetto porterà certamente avanzamenti nella conoscenza di ulteriori potenzialità, o limiti, dei sistemi informatici integrati al metodo e alla tecnica di scavo archeologico di un tell vicino-orientale e adattati a una documentazione ideata e prodotta prima dell'ampia diffusione della tecnologia digitale (si veda anche il § 'Inquadramento della ricerca proposta in ambito nazionale ed internazionale').