Cavalleria e lirica trobadorica: obbligazioni nobiliari ed "ethos" cortese-cavalleresco nella prima generazione di trovatori (Guglielmo IX, Jaufre Rudel, Marcabru)
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| Paolo Canettieri | Tutor di riferimento |
Il progetto propone un'indagine sulle motivazioni sociali legate all'elaborazione del codice di comportamento cortese nei componimenti poetici di Guglielmo IX (1071-1126), Jaufre Rudel (...1125-1148...) e Marcabru (...1130-1149...), i massimi rappresentati della prima generazione dei trovatori. Obiettivo della ricerca è di approntare, mediante una piattaforma digitale, uno studio di carattere prosopografico che evidenzi i rapporti di potere tra i diversi gruppi familiari dell'aristocrazia franca. Rappresentando quest'ultimi al tempo stesso gli autori e i fruitori delle liriche composte a corte, costituiscono pertanto il principale modello di riferimento per la codificazione delle regole dell'"ethos" cortese-cavalleresco incentrato sull'obbedienza. La diversità di orizzonti e di opportunità di ascesa sociale della cavalleria più povera al servizio di principi e signori può rappresentare l'elemento dinamico sul piano sia sociale che letterario. Si può così spiegare il passaggio dalla poesia ludica e scanzonata messa in scena da Guglielmo IX, duca d'Aquitania e conte di Poitiers, a quella satirico-morale e socialmente impegnata rappresentata dal giullare Marcabru. Tale slittamento stilistico va di conserva con l'allargamento ideologico degli oneri a carico dei ricchi, ossia i detentori dei beni materiali e delle facoltà egemoniche, ora chiamati a sostenere le istanze e i bisogni dei loro protetti. Il trovatore e principe di Blaia Jaufre Rudel rappresenta l'anello di congiunzione tra il grande proprietario terriero Guglielmo IX e il giullare di corte Marcabru. Con Jaufre e il suo amore cantato per la contessa di Tripoli l'accento di sposta sul fenomeno della crociata, spesso occasione di conquista e di arricchimento per i cavalieri più poveri privi di feudo. Obiettivo della ricerca è inoltre quello di ridefinire i rapporti che legano la famiglia dei Rudel al castello di Blaia, fortezza ove Jaufre sembra essersi stabilito come principe e signore soltanto in tarda età.