Oltre l’approccio assimilazionista nella descrizione LIS. Quando la prassi comunicativa diventa norma

04 Pubblicazione in atti di convegno
Fontana Sabina, Roccaforte Maria

Il contributo intende esplorare i cambiamenti di prospettiva nello studio e nella descrizione della lingua dei segni italiana (LIS) nel corso degli ultimi trent’anni. In particolare, si mostrerà come è gradualmente cambiata la ricerca a partire dalla scoperta della linguisticità delle lingue segnate e dalla diffusione della LIS in contesti formali. Se nei primi quindici anni di studi sulla LIS, nello sforzo di mostrare le analogie tra lingue dei segni e lingue vocali (approccio assimilazionista), gli aspetti peculiari di queste lingue erano stati minimizzati, la letteratura più recente elabora ora i propri modelli a partire proprio da queste strutture tipiche (iconicità, continuità azione-gesto-segno, presenza di labializzazioni, espressioni facciali) e descrive la LIS tenendo conto dei diversi contesti d’uso. Si tratta di un approccio socio-semiotico e cognitivo che struttura la sua analisi a partire dalla costruzione del significato e sulla base di prassi comunicative.

© Università degli Studi di Roma "La Sapienza" - Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma