Spazi e tempi della fede. Spunti per una geopolitica delle religioni

06 Curatela
Marconi Matteo, Guerra Alessandro

Da secoli, il rapporto fra religione e politica interroga la morale civile,
trascinando con sé la riflessione sul dimensionamento di potere secolare
e auctoritas del sacro. Il tempo della politica scandito a partire dalla
rivoluzione del 1789 e culminato nella pervasiva secolarizzazione del
primato ideologico novecentesco è sembrato per una lunga fase trionfante.
La religione si è trovata ridotta a coadiuvante delle istituzioni, a
tentativo ‘spontaneo’ di reagire o resistere all’urto del processo storico.
La fine della storia, come qualcuno ha voluto leggere il collasso del
mondo diviso in blocchi, sembra ora aver riportato in superficie il
fiume carsico della fede. Una nuova consapevolezza religiosa sembra
aver invaso lo spazio pubblico globale riempiendo miracolosamente i
vuoti della politica, ma al tempo stesso piegando in prassi la trascendenza
e in devozione o fanatismo la militanza. Con ogni probabilità non
c’è tema più soggetto ad abusi interpretativi e ripetizioni pedanti come il
rapporto tra politica e religione. Fede e ragione, irrazionalità e razionalità:
coppie antinomiche ben note nel paesaggio culturale della modernità che
hanno fatto da sfondo alla definizione del tempo presente.
I saggi offerti in questo volume vogliono essere un contributo per
fornire alcuni strumenti interpretativi, per quanto limitati a contesti specifici.
Il rapporto del tutto peculiare tra Stato moderno, emergenza del
presentismo e mescolanza di potere civile e religione è alla base di tutti
i saggi che qui presentiamo. Ciò sia che abbiano come tema un particolare
momento storico, sia che siano dedicati alla più stretta attualità.

© Università degli Studi di Roma "La Sapienza" - Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma