La ricerca si incentra sull'analisi delle caratteristiche e dei ruoli dei diversi tipi di imprese finanziarie e i nessi tra di esse e il settore reale. Particolare attenzione è dedicata alle banche e al loro rapporto con altri intermediari finanziari, argomentando che le banche sono le uniche istituzioni finanziarie private capaci di creare liquidità aggiuntiva attraverso il credito. Tenere conto di questa differenziazione è di grande importanza sia per una soddisfacente comprensione dell'interazione fra settore finanziario e settore reale sia per meglio sviluppare l'analisi di economie, come quella italiana, che per vari motivi, si caratterizzano per un ricorso al sistema bancario assai più ampio di quello ad altre forme di intermediazione finanziaria. Lo sviluppo della ricerca lungo tali linee dovrebbe permettere anche l'elaborazione di indicazioni di politica economica che, almeno in parte, si distinguono da quelle attualmente prevalentemente seguite.
Come già sottolineato, la letteratura sulle interrelazioni tra finanza e macroeconomia ha teso a sottovalutare le differenziazioni fra diversi operatori finanziari. In particolare si è teso a sottovalutare la specificità delle banche intese come imprese finanziarie essenzialmente diverse da tutte le altre. Il progetto di ricerca, incentrato invece sull'enfasi data alla natura specifica del sistema bancario, presenta quindi connotati di originalità e innovatività rispetto a quanto già prodotto dalla disciplina.
La ricerca si propone anche di offrire un contributo originale sul piano delle implicazioni e indicazioni di politica economica. L'attenzione data alla specifica natura del sistema bancario potrà consentire di delineare indicazioni di politica economica che si differenziano, almeno in parte, dalle politiche attualmente seguite in buona parte delle economie sviluppate. Nella misura in cui le banche non agiscono come meri intermediari finanziari, e quindi vincolate in ultima analisi dalla liquidità esistente, ma sono capaci di creare nuova liquidità attraverso il credito, le politiche attuate dovrebbero incentrarsi non tanto nella creazione di liquidità da parte della banca centrale e nella pur necessaria regolamentazione prudenziale dell'intermediazione quanto nel favorire ed attuare misure miranti a stimolare la creazione di credito.
Da questo punto di vista la prevedibile implicazione principale è l¿opportunità di una maggiore enfasi sulla domanda di credito: il fattore primario della creazione di moneta bancaria è la volontà degli imprenditori non-finanziari di investire a debito e dunque le loro aspettative di sostenibilità finanziaria dei propri piani di investimento. L¿offerta di credito giocherebbe un ruolo determinante nella misura in cui ha aspettative diverse da quelle della domanda. Alla formazione di entrambi i tipi di aspettative fornisce un contributo essenziale la dinamica della spesa aggregata che, in mancanza di adeguati stimoli dal lato fiscale, si vorrebbe stimolare con strumenti monetari. Queste valutazioni preventive dell¿impatto della politica monetaria sono state tuttavia ampiamente disattese e una possibile spiegazione di questa delusione potrebbe essere il fatto che la politica monetaria impatta principalmente sulla liquidità dei bilanci bancari (attraverso politiche di prezzo convenzionali, ovvero di quantità non convenzionali) e dunque, indirettamente, sul tasso d¿interesse imposto dai prestatori ai prenditori¿il cui contributo a variazioni dell¿attività e dell¿inflazione è non più che marginale. La ricerca proposta ambisce a dare una solida base teorica a questo doppio decoupling principle tra base monetaria e il policy rate da un lato, e il livello dei prezzi dall¿altro (Borio and Zabai, 2016).
Dal lato fiscale, la prospettiva delle banche come istituzioni monetarie e non semplici intermediari finanziari corrobora l¿antica visione keynesiana per cui è buona regola fiscale che la spesa pubblica reagisca alle variazioni della domanda di credito, aprendola anche ad estensioni basate invece sull¿offerta di credito (Nikolaidi 2014).
Borio, C., and Zabai, A. 'Unconventional monetary policies: a re-appraisal', BIS Working Papers No 570, July 2016.
Nikolaidi, M. 'Margins of safety and instability in a macrodynamic model with Minskyian insights', Structural Change and Economic Dynamics, 2014, 31, 1-16.