Con questo progetto ci si propone di lavorare in modo organico, con ricerche mirate e coordinate tra i diversi studiosi, sul tema delle scritture "non istituzionali".
Obiettivo centrale del progetto sarà la ricognizione di fondi pubblici e privati dell'Italia centro-meridionale, condotta in modo sistematico in alcune regioni (Lazio e Puglia) e per alcuni àmbiti specifici, per realizzare poi una mappatura dei testi individuati articolata per aree, tipologie testuali, tipologie di scriventi.
Le edizioni delle fonti più significative confluiranno in un Data Base testuale.
Si rivolgerà particolare attenzione ad àmbiti specifici che si considerano rilevanti nel quadro dei processi di alfabetizzazione (in particolare tra Otto e Novecento), sfondo privilegiato ma non esclusivo di questo progetto.
Si indagheranno in modo più capillare alcuni temi storico-linguistici e tipologie di testi, con specifico interesse per scriventi e lettrici donne: le scritture di guerra e di emigrazione (con riguardo particolare a memorie, diari e taccuini), i Giornali (registri) di classe delle maestre e dei maestri elementari di primo Novecento, i testi di gastronomia (ricettari, guide e periodici gastronomici, menu).
Su tali settori si lavorerà con analisi linguistiche mirate, per individuare costanti di genere e per definire la gradualità del continuum sociolinguistico.
Circoscritti campioni di indagine anche nella tradizione latina, consentiranno di individuare e verificare la continuità e la persistenza delle dinamiche oralità-scrittura che caratterizzano i testi non istituzionali italiani e di approfondirne i meccanismi operanti.
Per una migliore comprensione del tema si ritiene importante estendere l'indagine alla tradizione latina, nella quale molti generi e tipologie testuali indagati in questa sede trovano le loro radici o la loro origine. A tale scopo si propone un esame di volgarizzamenti, traduzioni, adattamenti di testi latini in lingua volgare e in italiano.
La ricerca propone un approccio interdisciplinare e globale alle scritture non istituzionali, che supera i confini di settore per interrogarsi sugli elementi di continuità e di rottura (finora poco approfonditi in questa ottica e per questo genere di testi) tra la tradizione latina e la storia linguistica italiana, allargando così l'orizzonte di studio rispetto allo stato dell¿arte.
Il coinvolgimento di studiosi di diverse discipline, la storia della lingua italiana, la lingua e letteratura latina e la letteratura mediolatina, si segnala come elemento innovativo negli studi sul tema.
L'applicazione di una stessa metodologia di analisi a lingue diverse e la possibilità di un confronto dei risultati, lascia presagire un avanzamento per tutti i settori disciplinari coinvolti; la confluenza dei rispettivi approcci di analisi potrà produrre riflessioni interessanti anche sul piano metodologico.
Le ricognizioni di testi produrranno un significativo incremento di informazioni sulle fonti disponibili nell'Italia centro-meridionale per questo àmbito di studi, inoltre la loro mappatura e la realizzazione di un data base testuale ne consentirà in alcuni casi l'effettiva fruizione.
Avendo circoscritto il campo di indagine a settori di ricerca ancora aperti a ulteriori sviluppi, si ritiene di poter contribuire a un avanzamento delle conoscenze rispetto allo stato dell'arte con riguardo alla fenomenologia linguistica e alla storia di queste specifiche tipologie testuali.
Con la ricognizione sistematica delle scritture della grande guerra, si intende colmare una lacuna riguardo alle testimonianze di area meridionale, per cui i linguisti e gli storici lamentano la scarsità di edizioni e di analisi, segnalando la scarsa emersione di fonti rispetto ai testi di area settentrionale, una vera e propria "questione meridionale della memoria" (Caffarena 2005).
Nell'esperienza di scrittura di massa del primo conflitto mondiale saranno privilegiati quei livelli ed esiti intermedi che possono costituire un terreno di verifica ulteriore e più raffinato dei processi di alfabetizzazione che nella guerra hanno trovato una spinta determinante.
Si è inoltre scelto di dedicare un'attenzione specifica a tipologie meno indagate (diari e memorie) e alle scriventi e lettrici donne, per cui le fonti disponibili e studiate sono meno numerose.
I dati ricavati dai fondi pugliesi, in larga parte inediti, per un'area ancora scarsamente rappresentata negli studi sulle scritture non istituzionali, possono costituire un nuovo tassello per la mappatura di questa tipologia testuale in Italia e per la ricognizione delle caratteristiche legate alla variabile diatopica presenti in questi testi.
L'esame dei registri di classe dei maestri elementari, oltre a chiarire con ulteriori dati il quadro dei processi di alfabetizzazione nel Novecento, consentirà di delineare la storia di un genere testuale finora non rappresentato negli studi (se non nella prospettiva pedagogica e di storia della didattica), interessante anche perché documenta il modello di lingua che maestre e maestri verosimilmente proponevano nella pratica scolastica ai loro allievi.
Si tratta inoltre di una tipologia nella quale la presenza femminile, che nel panorama complessivo degli studi risulta meno indagata, appare più rappresentata anche se in modo non esclusivo.
Le indagini saranno rivolte soprattutto al riconoscimento e alla ricostruzione del ruolo della variabile diastratico-culturale (nei testi di una stessa area e di una stessa tipologia e sugli stessi temi), in questo si intende rispondere ad una prospettiva di studio messa a punto dalla più recente bibliografia sul tema.
I testi di gastronomia, per il loro elevato indice di variabilità, promettono interessanti sviluppi per la conoscenza degli "italiani regionali della cucina" e per la più ampia definizione delle tipologie connesse. Si tratta di fonti ancora per gran parte non indagate in modo sistematico (testi a stampa, ricettari manoscritti, menu), che potranno arricchire le attuali conoscenze sulla storia del lessico gastronomico, sul trattamento dei forestierismi (francesismi), sulla circolazione (anche in ambito europeo e internazionale) dei gastronimi e sulla diffusione del lessico italiano fuori d'Italia (cfr. il progetto "Vocabolario storico della gastronomia", Accademia della Crusca, presentato da P. Bertini Malgarini e da U. Vignuzzi in "La Piazza delle lingue 2015 - L'italiano del cibo").
Sono da considerarsi preziose anche per la conoscenza dei termini della cultura materiale (materie prime, utensili), a lungo oggetto di un oblìo lessicografico.
Attraverso le ricognizioni nei fondi che si intende sondare, la mappatura e l'edizione dei testi, le indagini linguistiche su àmbiti e su temi esposti, il progetto mira in particolare a delineare i contorni di quella zona intermedia delle competenze diastratiche (tra scritture semicolte e scritture colte o letterarie) che è ancora scarsamente o lacunosamente indagata.