Anno: 
2017
Nome e qualifica del proponente del progetto: 
sb_p_735337
Abstract: 

L'effetto boost attenzionale (ABE) è un fenomeno paradossale in cui la divisone dell'attenzione durante la codifica degli stimoli migliora, anziché peggiorare, la prestazione mnestica in un successivo test di riconoscimento (Swallow & Jiang, 2010). È stato ipotizzato che un transitorio aumento attentivo, conseguente alla detezione di un target, migliori, nella fase di codifica, l'elaborazione percettiva degli stimoli contemporanei al target. L'obiettivo del presente progetto è quello di indagare le base neurale dell'effetto boost usando la risonanza magnetica funzionale sia nella fase di codifica che nella fase di test del paradigma. A tale scopo, verranno reclutati 25 partecipanti di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Durante la fase di codifica, i partecipanti vedranno una sequenza di immagini con al centro un target (quadrato rosso) o un distrattore (quadrato verde). Metà delle immagini appariranno con il target e l'altra metà con il distrattore, in un ordine randomizzato tra i partecipanti. Le istruzioni saranno di memorizzare ogni immagine e allo stesso tempo premere un tasto tutte le volte che apparirà il quadrato target. Dopo un intervallo di 15 minuti, verrà eseguito un test di riconoscimento vecchio-nuovo. I dati ottenuti consentiranno di indagare gli specifici correlati neurali dell'effetto boost attenzionale.

Componenti gruppo di ricerca: 
sb_cp_is_953101
Innovatività: 

La presente ricerca è in grado di realizzare un avanzamento significativo delle attuali conoscenze riguardanti l'Effetto Boost Attenzionale, e più in generale sui rapporti tra memoria e attenzione e attività cerebrale coinvolta.
Grazie all'esperimento descritto in questo progetto per la prima volta si potrebbero indagare i correlati neurali dell'effetto boost.
Swallow & Jiang (2010) hanno ipotizzato che la facilitazione osservabile durante la fase di riconoscimento sia dovuta ad un transitorio aumento attentivo innescato dalla rilevazione del target in fase di codifica. Questo transitorio aumento attentivo sarebbe conseguente ad una scarica fasica noradrenergica che consentirebbe una più significativa elaborazione percettiva dello stimolo contemporaneo al target in fase di codifica e un miglior ricordo in fase di test.
Solo uno studio precedente ha utilizzato la risonanza magnetica funzionale per studiare l'effetto boost attenzionale (Swallow & Jiang, 2012). Tuttavia gli autori non sono stati in grado di replicare il fenomeno a livello comportamentale nei loro singoli esperimenti. Inoltre non sono riusciti ad evidenziare l'attività neurale legata all'elaborazione dell'immagine presentata contemporaneamente al target. Infine, non è stata mai indagata l'attività neurale durante la fase di test di questo paradigma.
L'esperimento descritto in questa sede, mira, in primo luogo, ad evidenziare il fenomeno dell'effetto boost a livello comportamentale.
Inoltre, si propone di indagare i correlati neurali sia della fase di codifica che, per la prima volta, della fase di test di tale paradigma.
In generale, tali analisi consentiranno un approfondimento delle conoscenze in relazione ai network cerebrali coinvolti in un paradigma di divisione dell'attenzione da un lato, e nei processi di memorizzazione a lungo termine e riconoscimento dall'altro. Più specificatamente, per la prima volta, sarà possibile indagare l'ipotesi proposta a sostegno della facilitazione mnestica evidenziata in un contesto di doppio compito grazie al paradigma dell'effetto boost.
In conclusione, l'esperimento proposto nel presente progetto permetterebbe un approfondimento significativo delle conoscenze riguardanti la dinamica dell'effetto boost attenzionale, e più in generale dei processi di memoria e attenzione coinvolti in questo fenomeno.

Codice Bando: 
735337
Keywords: 

© Università degli Studi di Roma "La Sapienza" - Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma