La ricerca punta a definire un modello teorico e una metodologia empirica che permettano di individuare connessioni, similitudini e differenze tra i movimenti collettivi e il populismo che si sviluppano nell'Unione Europea (UE) nel corso del XXI secolo. Un obiettivo da perseguire elaborando strumenti analitici che permettano di far evolvere lo studio dei movimenti sociali (o collettivi) e del populismo, sia l¿analisi di loro similitudini, differenze e connessioni. Si tratta di fenomeni collettivi di opposto segno culturale e politico che prendono rilievo contestando nell'Unione Europea (UE), in altre parti del pianeta o online, assetti e sviluppi della globalizzazione. Un loro primo e differenziato insieme è costituito da movimenti collettivi come l'Alterglobal, il 15M-Indignados e l'Occupy Wall Street che asseriscono l'affermazione dei diritti culturali, economici, sociali e politici, individuali di tutti, di fronte ai domini globali. Un secondo insieme, a sua volta suddiviso in due principali tendenze, include forze che intendono vitalizzare e difendere assetti comunitari da pervasività di economia e cultura globalizzate. La prima tendenza è costituita da aggregazioni integraliste, dovute a fautori di chiusure comunitarie di matrice culturale e religiosa, come la chiusura promossa con la formazione online di una nuova Umma, una comunità aterritorializzata di credenti, intesa in termini radicali, sottratta al dominio dell'occidente e disposta per contrastarlo o negarlo. La seconda tendenza è dovuta a forze intenzionate a difendere integrità culturali ed economiche attribuite a comunità locali o nazionali ritenute esposte all'impatto destrutturante della globalizzazione, forze rappresentate nell¿UE da formazioni populiste, fasciste o postfasciste quali la britanniche British National Party (BNP), la francese Front National (FN) e l¿italiana CasaPound, e nazionaliste come il britannico United Kingdom Indipendent Party (UKIP) e l¿italiana Lega Nord (LN).
L'innovatività della ricerca riguarda la costruzione sperimentale di un modello analitico che risponda alle esigenze di spiegazione di iniziative conflittuali in cui ricopre particolare rilievo il senso dell¿implicazione individuale nella costruzione dell¿azione collettiva. Lo studio si propone di verificare la portata euristica della nozione di movimento collettivo per designare l'azione svolta in comune da soggetti intenti ad affermarsi come attori autodiretti: assertori individuali dei propri e dei diritti umani di tutti, come anche della ricerca di
alternative universalistiche a predominanti visioni culturali, assetti economici e sociali della realtà contemporanea. Laddove
l¿asserzione è atto, eticamente fondato, di imperativa affermazione del diritto di ogni essere umano a essere controllore esclusivo
dell¿evoluzione della propria esistenza. Un atto di soggetti singolarmente coinvolti nell¿azione comune, costruita in presenza di un
potere pervasivo, esercitato attraverso lo svolgimento di attività ¿quali produzione e diffusione di informazioni, definizione di modelli
energetici o mobilizzazione di flussi finanziari a livello globale ma staccata dall¿economia reale, che ne viene allo stesso tempo
condizionata- la cui messa in opera, assicurata da tecnostrutture di forze sistemiche, si profila in maniera separata ¿nel tempo e nello
spazio- dallo svolgimento della vita di individui e gruppi, per cui è però simultaneamente condizionante . Un potere di forze sistemiche
non esposto a vincoli istituzionali e esercitato in assenza di circuiti comunicativi o pertinenti assetti istituzionali ¿di rilievo planetario,
regionale, nazionale o locale- tramite cui attori con orientamenti culturali o interessi anche contrapposti, possano confrontarsi ¿pur
rimanendo su posizioni inconciliabili- per pervenire a decisioni politiche vincolanti (Farro, in corso di pub.). Una soggettivazione
dell¿azione collettiva che potrebbe essere coniugata in termini opposti di ricerca di affermazione individuale che si dipana nella
costruzione di assetti comunitari ¿fittizi o voluti- da costituire in paesi europei per difendere dagli effetti della globalizzazione identità esclusive, interessi economici, integrazioni sociali e politiche attribuite a popolazioni di particolari comunità locali, nazionali o costruite
online nello spazio fisico e politico della UE (Cfr. Descrizione obiettivi progetto). Popolazione che questi stessi promotori raffigurano
come un insieme comunitario delimitato da fattori identitari (Wieviorka, M. 2000, La différence, Paris: Balland.). Chiusure comunitarie
da considerare come obiettivi perseguiti dalle iniziative dei vari tipi di populismo ¿ tra loro anche molto diversificati- che si sviluppano
nell¿area UE con i britannici British National Party (BNP), English Defense League (EDL), e UK Indipendent Party (UKIP), il francese
Front National (FN), e gli italiani Lega Nord (LN) e Movimento 5 Stelle (M5S).