Il linfoma a grandi cellule anaplastico associato a impianti protesici mammari (BI-ALCL) è un linfoma a cellule T periferiche che si sviluppa in donne portatrici di protesi mammarie con un crescente numero di casi diagnosticati negli ultimi anni in tutto il mondo. Il BI-ALCL si manifesta usualmente come un sieroma periprotesico tardivo (>6 mesi dall'impianto) che si pensa possa evolvere in una massa solida infiltrante i tessuti molli pericapsulari e poi eventualmente in una malattia disseminata. Alla base della sua patogenesi è stato ipotizzato un meccanismo di stimolazione cronica del sistema immunitario che, in soggetti geneticamente predisposti, condurrebbe alla trasformazione neoplastica dei linfociti T. I fattori etiologici coinvolti nella genesi della risposta infiammatoria locale e nella formazione dei sieromi periprotesici mammari sono tuttavia ancora sconosciuti. L'obiettivo del presente progetto è quello di integrare la tipizzazione immunofenotipica delle cellule del sistema immunitario che partecipano alla risposta infiammatoria locale con l'analisi del profilo citochinico e del microbioma in una casistica di 67 sieromi mammari comprensivi di 5 casi di BI-ALCL diagnosticati presso l'Ospedale Sant'Andrea di Roma tra il 2012 ed il 2016. L'identificazione di eventuali microorganismi patogeni e/o di specifici profili di risposte immuni associati allo sviluppo del BI-ALCL consentirebbe di attuare strategie terapeutiche preventive volte a limitare la persistente stimolazione ed attivazione del sistema immunitario e la conseguente evoluzione biologica della linfoproliferazione T ad essa relata.
Tale studio ben si colloca nell'attuale stato delle ricerche sul BI-ALCL in ambito nazionale ed internazionale, essendo volto a chiarirne gli aspetti patobiologici. La finalizzazione del progetto proposto contribuirebbe a un consistente avanzamento nella conoscenza dei meccanismi coinvolti nella genesi della risposta infiammatoria ed immune locale che sottendono la trasformazione neoplastica dei linfociti T nel BI-ALCL. In particolare, l'integrazione delle informazioni derivate dall'eventuale presenza di patogeni e dal profilo di espressione citochinico, con la caratterizzazione immunofenotipica delle cellule del sistema immunitario che partecipano alla risposta infiammatoria locale nei sieromi neoplastici ed in quelli reattivi, potrebbe condurre a due possibili scenari. Nel primo scenario i sieromi dei pazienti con BI-ALCL sarebbero caratterizzati dalla presenza di uno specifico agente patogeno coinvolto nella stimolazione persistente dei linfociti T o nella loro diretta. Nel secondo scenario i sieromi neoplastici, a differenza di quelli non-neoplastici, sarebbero accomunati da profili di risposta immune/infiammatoria molto simili, indipendentemente dal patogeno o dal determinante antigenico che le ha evocate. In quest'ultima ipotesi, il medesimo milieu citochinico sarebbe generato da una specifica polarizzazione funzionale e fenotipica della popolazione linfocitaria a sua volta relata a un'intrinseca anomalia (predisposizione genetica) del sistema immune dell'ospite. In entrambi i casi, la definizione degli eventi che precedono lo sviluppo del BI-ALCL consentirebbe di attuare trattamenti medici e/o chirurgici ad azione preventiva, in grado di combattere il patogeno e/o di controllare la persistente risposta immune alla base della linfoproliferazione T a rischio di trasformazione neoplastica.