Nel Rinascimento il fare architettura si sposta dalla pura pratica, basata sulla trasmissione orale di nozioni tecniche e stilistiche, ad una attività più razionale e teorica fondata sulla regola. L'attività intellettuale dell'architetto, traducibile in una serie di norme e codici raccolti nella trattatistica rinascimentale, la cui diffusione nel `500 viene incentivata grazie alla scoperta della stampa, si propone di standardizzare delle tipologie architettoniche legandole a regole matematiche, geometriche e di proporzione tra le parti. Il processo di trasmissione è indissolubilmente legato al mezzo, variabile nel tempo, che registra e trasmette i codici. Oggi, per conoscere a fondo e mai del tutto nella sua complessità un'architettura storica, occorre organizzare un insieme eterogeneo di informazioni che sono, in molti casi, non completamente compatibili nelle diverse piattaforme digitali che rappresentano il mezzo privilegiato odierno per la registrazione e la trasmissione dei dati. Alcune difficoltà di gestione possono essere attenuate se si ricorre ai codici da cui queste architetture sono nate, come metodologia per classificare gli elementi che compongono uno spazio architettonico, i quali se pur diversi, sono riconducibili a matrici geometriche comuni e pertanto parametrizzabili. Un approccio parametrico alla modellazione consente di generare la forma attraverso una sequenza ordinata di istruzioni, codificabili e trasferibili al computer attraverso l'utilizzo di algoritmi che, a partire da alcuni parametri di input, consentono di giungere ad un risultato di output tridimensionale, offrendo la possibilità di alterarne la configurazione complessiva secondo una logica di propagazione delle modifiche. La modellazione parametrica di componenti del patrimonio architettonico e delle loro possibili varianti spinge a modellare in un sistema informativo complesso che è l'H-BIM per rispondere alla necessità di gestire quante più informazioni possibili in unico database.
Una prima e chiara differenza tra un classico approccio CAD alla modellazione e un approccio parametrico è che il primo può essere associato ad una metodologia statica, che genera la forma attraverso primitive geometriche, il secondo invece ad una metodologia più teorica e dinamica, basata su un sistema di relazioni di diversa natura tra diversi oggetti. E' quanto si definisce con "modellazione associativa" ossia la capacità degli algoritmi di descrivere relazioni complesse generando geometrie reciprocamente legate. Questo approccio è indiscutibilmente innovativo in quanto mette al centro del processo di definizione della forma l'utente e non più il software. Nell'ambito informatico del problem solving, nel nostro caso il visual programming e l'interpretazione di un'architettura storica attraverso un modello tridimensionale digitale H-BIM che funga da unico contenitore di un insieme eterogeneo di informazioni, non è importante la difficoltà del problema stesso quando la sua effettiva risolubilità. L'efficacia della modellazione parametrica - generativa sta nel descrivere il processo risolutivo della complessità della forma architettonica storica attraverso la scomposizione del problema in un numero finito di passaggi più semplici tali che attraverso il flusso di informazioni in entrata e uscita si giunga ad una caratterizzazione del dato output - il modello tridimensionale - come funzione dell'input - i parametri iniziali. La scomposizione nella scrittura algoritmica è azione parallela alla scomposizione dell'elemento architettonico nelle più piccole parti che lo compongono, studiandone le leggi geometriche, matematiche e proporzionali che li governano. Affinché questo procedimento algoritmico risulti effettivo è necessario che esso sia esplicito, non ambiguo e finito nel testo. Ciò ben si presta all'analisi di diversi casi studio afferenti ad una tipologia architettonica specifica: come si è detto essa è univocamente, se pur in maniera generale e ideale, definita della trattatistica di riferimento; inoltre, la dimensione dei casi studio, i quali cessano di far riferimento ad una speculazione prettamente teorica ma alla realtà costruita, è per l'appunto finita. Questa ricerca dunque tende a definire un procedimento generale per la soluzione di casi analoghi ma al contempo diversi e diversificabili attraverso la mutazione dei parametri che hanno permesso la scrittura dello stesso procedimento. L'effettività di questo metodo porrebbe le basi di un processo si catalogazione e sistematizzazione del patrimonio architettonico per il quale si riconoscono delle caratteristiche specifiche e che è diffuso in tutto il territorio nazionale. La digitalizzazione dell'architettura costruita e, più nello specifico, dei processi per la conservazione, manutenzione, restauro e recupero è una strada ormai condivisa nel settore dell'edilizia a livello comunitario. Inoltre, proprio perché il metodo si fonda su un'impostazione prima di tutto generale con la scrittura dell'algoritmo, e poi particolare con la variazione parametrica, si avrebbe una accelerazione della redazione del modello tridimensionale dello specifico caso studio avendo già una base univocamente definita, a partire dalla fase di rilievo, durante la quale potrebbe interessare l'acquisizione solo dei parametri a servizio dell'algoritmo, snellendo dunque il peso dei files di dati registrati, i tempi e i costi.