«…e apparve all’improvviso il fregio antico della chiesa». L’oratorium del Sacro Speco di Subiaco (Lazio, Roma)
Luogo cruciale per lo sviluppo del monachesimo occidentale, il monastero del Sacro Speco di Subiaco (Lazio, Roma) attraverso lunghe vicissitudini storico-edilizie è pervenuto all’attuale assetto architettonico, cristallizzato nei restauri di fine XX secolo. Incastonato nel fianco della scoscesa rupe del monte Taleo, l’architettura del monastero ha dovuto adattarsi alla natura impervia del contesto ambientale, insistendo sul sottostante e preesistente santuario rupestre che trova il nucleo poleogenetico nella sovrapposizione topografica di tre grotte aperte lungo il banco della costa rocciosa e monumentalizzate nel tempo.
Il contributo analizza le fasi edilizie dell’oratorium del monastero tra XIII e prima metà del XIV secolo partendo dalla lettura stratigrafica di un ampio palinsesto murario che delimita a oriente la prima campata della Chiesa Superiore del santuario rupestre: la struttura, che presenta almeno tre distinte fasi edilizie in blocchi di calcare e di tufo e splendido rosone polilobato, è stata riportata alla luce da Gustavo Giovannoni nel 1936 allorquando ‘apparve all’improvviso il fregio antico della chiesa’, ossia il coronamento decorativo della facciata con una cornice ad archetti intrecciati in tufo retti da mensole. Il puntuale raffronto con altre evidenze (architettoniche, plastiche, dipinte, inscritte) e le fonti cronachistiche seriori consentiranno di conferire spessore e profondità storica alle tracce materiche analizzate.