Una campagna di parole

02 Pubblicazione su volume
Lombardo Carmelo

Parole intese come nodi di una struttura del discorso, parole in quanto materiali per la costruzione di rappresentazioni, o come nuclei simbolici in grado di richiamare configurazioni di significato ulteriori; parole intese non come semplici segni dotati di un significato ristretto e statico, bensì come unità caratterizzabili nella relazione.
La relazione in questione sembra essere duplice, orientandosi verso la complessità del discorso politico e delle ulteriori possibilità narrative riconducibili ad esso in forma analogica, ma anche verso la struttura della società e della cultura italiane. È infatti proprio la relazione tra linguaggio e struttura culturale che consente l’individuazione di parole potenzialmente in grado di divenire idee-forza, ossia capaci di mobilitare gruppi, di tramutarsi in azione e di sedimentarsi in strutture culturali, ossia in modalità di coordinamento emotivo tra individui. Si tratta di idee, identificabili con temi o prospettive di indirizzo politico, che hanno la possibilità di innestarsi nella struttura socio-culturale attraverso parole d’ordine, riconducibili al presupposto sociale implicito di ogni atto linguistico. In questo senso ogni idea-forza si struttura nell’ambito di gruppi sociali attraverso parole d’ordine latenti, ognuna delle quali rappresenta un obbligo sociale.

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