Interferenze digitali. Prospettive sociologiche su tecnologie, biomedicina e identità di genere
Negli ultimi anni è cresciuto esponenzialmente il numero di tecnologie digitali progettate per monitorare bisogni e pratiche quotidiane legate allo stile di vita e al benessere individuale. Tra queste tecnologie troviamo le App, programmi leggeri installabili e utilizzabili attraverso dispositivi mo-bili, quali Smartphone e device indossabili, che permettono di tenere trac-cia di un’enorme quantità di aspetti: dal fitness alla perdita di peso, dalle spese quotidiane ai pasti giornalieri, dalla vita sessuale a quella riprodutti-va, dalla qualità del sonno alle malattie croniche (Lupton 2016). Questi dispositivi, che in letteratura sono definiti “tecnologie di self-tracking”, possono essere distinti in due tipologie, i cui confini restano comunque ambivalenti e non definiti: «fitness apps» e «medical apps» (Van Dijck et al. 2018). Le app per il fitness, come ad esempio FitBit o Runtastic, sono usate per monitorare e trasformare in statistiche e grafici di andamento le performance e le condizioni fisiche personali. Le medical apps, invece, sono progettate con l’intento di tenere sotto controllo sintomi e patologie mentali al fine di prevenire o trattare vere e proprie patologie. I programmi internazionali di eHealth sottolineano come queste tecnologie possano contribuire a rendere la medicina e i servizi sanitari maggiormente personalizzabili, rendendo i cittadini sempre più responsabili nei processi di controllo e gestione della salute individuale. In particolare, le tecnologie di automonitoraggio stanno riconfigurando le pratiche di gestione e controllo del nostro corpo, il quale, scomposto in flussi di dati digitali, è reso visualizzabile attraverso tabelle e grafici (Su-martojo et al. 2016). Allo stesso tempo, i dati digitali prodotti contribui-scono ad alimentare l’immensa mole di Big-data, che può essere usata da case farmaceutiche, da governi e centri di ricerca per analizzare e orienta-re, di conseguenza, scelte e stili di vita dei cittadini (Haggerty, Ericson 2000). La sociologia della salute inizia ad interrogarsi rispetto al vasto venta-glio di questioni che emergono dalle trasformazioni tecniche e scientifiche che la scienza medica si trova ad affrontare. In particolare, si usa il termi-ne mobile Health per far riferimento al processo di personalizzazione dei servizi sanitari che puntano allo sviluppo di pratiche di controllo e di auto-gestione del proprio Sé attraverso dispositivi tecnologici, orientate ad in-crementare l’empowerment individuale.