Futurismo, avanguardie e sperimentalismi nella Roma degli anni Dieci e Venti
Il saggio è dedicato alla vita artistica a Roma che, negli anni Dieci e ancor più negli anni Venti, fu il punto di intersezione del lavoro di scrittori e pittori sperimentali e d’avanguardia: nelle gallerie, nelle case d’arte e nei cabaret romani operarono assieme o individualmente futuristi ortodossi, metafisici, dadaisti e presurrealisti. Dopo la Grande Guerra, la capitale divenne simbolicamente anche il centro dell’iniziativa politica del movimento di Marinetti, che nel 1918 fondò il periodico Roma Futurista e il Partito Politico Futurista. La Casa d’Arte e il Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia, i cabaret e i locali decorati da Balla e Depero furono il palcoscenico di una stagione irripetibile dell’avanguardia internazionale.