Mappatura di inquinanti organici aerodispersi mediante lichene Evernia prunastri in un’area a elevato impatto antropico (Italia centrale)

04 Pubblicazione in atti di convegno
Castellani Federica, Massimi Lorenzo, Frezzini Maria Agostina, Canepari Silvia, Ristorini Martina, Conti Marcelo Enrique, Mele Giustino, Galletti Mara, Pileri Andrea, Antonucci Arianna, Protano Carmela, Vitali Matteo

I composti organici persistenti (Persistent Organic Pollutants, POPs) sono costituiti da
un’eterogenea classe di composti di origine prevalentemente antropica che, a causa delle loro
caratteristiche di tossicità e resistenza ai processi di degradazione, sono considerati inquinanti
pericolosi per la salute umana e ambientale. I POPs comprendono tra gli altri policloro-dibenzop-diossine (polychlorinated dibenzodioxins, PCDDs), policloro-dibenzo-furani (polychlorinated
dibenzofurans, PCDFs) e policlorobifenili (polychlorinated biphenyls, PCBs), immessi nell’ambiente
prevalentemente a causa di processi di combustione quali riscaldamento domestico, emissioni
veicolari e industriali. Ad oggi, dati gli elevati costi dei tradizionali sistemi di monitoraggio, la loro
dispersione sul territorio viene stimata tramite modelli matematici che non sono però in grado di
rappresentare in maniera esaustiva il complesso sistema atmosferico. Pertanto, negli ultimi anni le
ricerche di settore hanno focalizzato l’attenzione sulla capacità di diverse specie licheniche, prelevate
in loco oppure trapiantate nei siti di interesse, come strumenti di biomonitoraggio.
Lo scopo dello studio è stato valutare l’abilità del lichene trapiantato Evernia (E.) prunastri nel 1)
bioaccumulare PCDDs, PCDFs e PCBs e 2) discriminare livelli diversi degli stessi rispetto a diverse
sorgenti emissive. A tal fine, è stata scelta la città di Terni, area del centro Italia caratterizzata da
numerose sorgenti e da una peculiare geomorfologia che limita la dispersione degli inquinanti.
L’indagine ha previsto il monitoraggio di 23 siti in punti strategici nei quali sono stati trapiantati
23 campioni di licheni. Alla fine dei 13 mesi di esposizione, i campionisono stati prelevati e analizzati
mediante gas cromatografia accoppiata a spettrometria di massa ad alta risoluzione (GC-HRMS).
I risultati ottenuti hanno confermato l’affidabilità dell’utilizzo del lichene E. prunastritrapiantato
come strumento di biomonitoraggio per stimare la distribuzione spaziale dei POPs di interesse e per
valutare l’impatto delle diverse sorgenti presenti sul territorio.

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