I piani attestati di risanamento
Il presente contributo ha l’obiettivo di analizzare i profili emergenti dei piani attestati di risanamento alla luce del nuovo codice della crisi e dell’insolvenza in base all’art. 56 del d.lgs. 14/2019, che contiene una disciplina compiuta di questo strumento per il risanamento delle imprese in crisi, ovvero in stato di difficoltà non irreversibile (1).
Anche richiamando quanto già disposto dall’art. 67, c. 3 della legge fallimentare, ci si propone di introdurre gli elementi salienti dei piani attestati di risanamento, ovvero dei piani di turnaround, volti a gestire la crisi d’impresa in modo tempestivo, ristabilendo l’equilibrio economico-finanziario (2).
A tal fine viene richiamata la dottrina economico-aziendale e la prassi professionale insieme con i principali riferimenti normativi dei piani attestati di risanamento (come detto, legge fallimentare – art. 67, c. 3, codice della crisi e dell’insolvenza – art. 56), non tralasciando i concetti di continuità aziendale, equilibrio economico-finanziario, previsioni, budget e strategia aziendale.
Le implicazioni professionali del presente contributo sono principalmente circoscritte alla possibilità di utilizzare uno strumento volto a risanare lo stato di squilibrio in cui versano le aziende contemporanee operanti in un ambiente mutevole e complesso (3). Vengono discussi anche la figura ed il compito dell’attestatore, quale professionista indipendente, chiamato a validare le ipotesi del piano stesso.