Le Scepticisme: vivre sans opinions
Dopo un periodo di generale trascuratezza e sottovalutazione della filosofia scettica di età ellenistica e imperiale, un rinnovato interesse
per gli scetticismi antichi, che si inserisce nella generale rivalutazione delle filosofie ellenistiche, si registra dagli anni ‘80 del Novecento, a partire principalmente dai due volumi a cura di G. Giannantoni, "Lo scetticismo antico: Atti del convegno organizzato dal Centro di Studio del Pensiero Antico del CNR", Bibliopolis, Napoli 1981. Dagli ultimi anni, infatti, si susseguono una serie di studi specializzati e aggiornati sullo scetticismo, come il lavoro di R. J. Hankinson, "The Sceptics: The Arguments of the Philosophers", Routledge, New York 1995 o la raccolta di saggi sull’evoluzione storica e concettuale dei nodi teorici più problematici degli scetticismi antichi a cura di R. Bett, "The Cambridge Companion to Ancient Scepticism", Cambridge University Press, Cambridge 2010, dove le divergenti interpretazioni degli studiosi su vari aspetti testimoniano la vivacità e la complessità del tema. L’elevata problematicità tanto storiografica, per quanto concerne la ricostruzione dell’evoluzione di questa tradizione e delle personalità che vi hanno fatto parte, quanto teorica, per ciò che riguarda l’elaborazione dello statuto concettuale di questa corrente, rappresentano i nuclei principali con i quali il pensiero filosofico e la ricerca storica ancora oggi si confrontano.
In questa tradizione si inserisce il ricco e completo volume di Stéphane Marchand, Le Scepticisme: Vivre sans opinions, che ripercorre,
passo per passo, l’evoluzione degli scetticismi antichi, analizzando con rigore storico-filosofico le peculiarità di ciascuna corrente e di
ciascun pensatore ad essa appartenente, e problematizzando filosoficamente i nuclei teorici più problematici, anche attraverso fruttuosi
confronti con le forme di scetticismo degli autori moderni.