Disuguaglianze al top e “out of pocket” in calo
In Italia l’out of pocket rappresenta una fetta consistente della spesa sanitaria pro capite e le previsioni dicono che nei prossimi anni coloro che pagano la sanità di tasca propria continueranno a essere tanti, un po’ meno di oggi, ma sempre troppi. L’integrativa, forse un possibile rimedio, invece di crescere, sembrerebbe destinata a diminuire.
È quanto emerge incrociando le previsioni al 2040 dell’Institute for health metrics and evaluation (Ihme) dell’Università di Washington, pubblicati lo scorso giugno su Lancet e passati inosservati nel nostro Paese, e i dati diffusi a dicembre nell’ultimo Rapporto Crea Sanità - Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Il rischio è che restino sostanzialmente invariate le difficoltà di accesso alle cure che già pesano su molti italiani, soprattutto nel Mezzogiorno. E a questo proposito, non sfugga l’aggancio al dibattito sulla salute disuguale lanciato di recente da Sir Michael Marmot, perché proprio nel Mezzogiorno il nesso tra malattia e contesto socio-economico disagiato è più stretto.