Strumenti pubblici per l’accesso al credito delle PMI

02 Pubblicazione su volume
Castaldo Angelo

L’accesso al credito bancario delle imprese è da sempre considerato un tema cruciale nell’ambito della letteratura economica e giuridica che studia i fattori di contesto in grado di incidere sul consolidamento e sulla crescita dei moderni tessuti economici e produttivi. Se poi si considera che gli effetti di consistente diminuzione del volume di credito bancario prodotti dalla crisi economico-finanziaria del 2007-08 e dalla odierna crisi pandemica globale COVID-19 hanno fortemente ridotto (credit crunch) le possibilità di accesso al credito degli operatori economici, ben si può comprendere la ragione per cui tale oggetto di analisi sia al centro del dibattito sulle scelte strategiche di politica industriale dei policy makers internazionali. La significativa riduzione del volume dei prestiti alle imprese originata dalla crisi economico-finanziaria del 2007-08 ha avuto un riflesso ancora più marcato sugli operatori economici meno strutturati e fragili, ossia le piccole e medie imprese (PMI). Per tali ragioni, in un’ottica internazionale, molti Stati hanno deciso di introdurre strumenti pubblici volti a facilitare l’accesso al credito di tale tipologia di operatori economici. In un quadro già così complesso, l’ulteriore emergere della crisi pandemica ha determinato un quadro di intervento ancor più indispensabile. In considerazione del forte rallentamento dell’economia, della difficoltà di reperire nuove risorse e dei problemi di liquidità, infatti, le PMI vedono ancor più limitata la loro possibilità di reagire ai nuovi rischi di mercati.

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