GRUPPO BANCARIO COOPERATIVO AL BIVIO TRA SOSTENIBILITÀ ED ETICA
La riforma delle banche di credito cooperativo (BCC) suscita riflessioni strategiche, gestionali ed operative che si concentrano, principalmente, sulle classiche declinazioni della finanza tradizionale. Il dibattito e le investigazioni scientifiche troveranno, in tal ottica, maggiore spazio nel corso della concreta attuazione della riforma, quando i Gruppi bancari cooperativi saranno pienamente operativi.
Uno sguardo alternativo al nuovo assetto del credito cooperativo è rintracciabile nella prospettiva della finanza etica. Terreno proprio delle banche cooperative, la finanza etica assume oggi il carattere moderno della finanza sostenibile, attuale oggetto di proposte di regolamentazione da parte del legislatore comunitario e delle Authority competenti in materia bancaria e finanziaria (ESAs).
L’articolo propone prime riflessioni utili a costruire un modello di valutazione del carattere multidimensionale ed etico del nuovo Gruppo
cooperativo, adottando i caratteri tipici della finanza sostenibile e d’impatto; attributi che i Gruppi cooperativi saranno chiamati a confermare
per salvaguardare le finalità mutualistiche e il naturale carattere della cooperazione bancaria.
Si procede definendo, in primo luogo, il perimetro della finanza sostenibile, individuandone le variabili caratterizzanti e identificando i valori del credito cooperativo coerenti con tali variabili. Successivamente, viene analizzato il nuovo quadro di regole immaginato dal legislatore per il Gruppo bancario cooperativo, valutandone la capacità di salvaguardare ed esaltare quei tratti tipici della cooperazione e della mutualità assimilabili
alla finanza sostenibile. Nelle conclusioni, sono proposte alcune riflessioni strategiche utili ad un fine tuning di una macchina cooperativa a
“trazione etica”.