Ritorno alla casa in collina: applicazioni GIS per un'indagine sull'abitare ai tempi del Coronavirus, tra amenity migration e cultural heritage
Fin dalla prima ondata della pandemia di SARS-CoV-2, è emersa una correlazione tra la rapida propagazione dei contagi e la presenza, sul territorio italiano, di insediamenti urbani densamente popolati, oggetto di frequentazione anche da parte di un cospicuo numero di pendolari: è il caso di province come quelle del Lombardo-Veneto, dove il bilancio delle vittime si è dimostrato drammatico. Alla ricerca di contesti dove vivere al riparo dai maggiori rischi di contagio, dopo l'introduzione delle restrizioni, un numero crescente di persone ha preso parte a un movimento migratorio che, dalle città più grandi, si è mosso in direzione dei piccoli centri del Paese, considerati più sicuri dal punto di vista sanitario. È una tendenza che, per certi aspetti, può ricordare quello che successe ai tempi della Seconda guerra mondiale, quando migliaia di persone abbandonarono i maggiori centri urbani per trovare rifugio in collina, «serpeggiante di schiene e di coste, nel buio», come racconta Cesare Pavese nel romanzo che ha ispirato il titolo di questa ricerca. Prendendo in considerazione le dinamiche residenziali successive allo scoppiare della pandemia, lo scopo del lavoro è monitorare l'andamento di un fenomeno che sembra proseguire anche al di là dell'emergenza sanitaria, per la presenza di fattori strutturali come, ad esempio, l'aumento della copertura della banda larga e la regolazione dei rapporti di lavoro agile tra dipendenti e aziende pubblico-private. Nel corso del progetto, verranno sviluppate nuove applicazioni GIS per mezzo di strumenti ad hoc e funzionalità geotecnologiche avanzate, tramite cui procedere all'integrazione delle fonti con informazioni che possono derivare da elaborazioni di big data, immagini aero-satellitari e interviste, con il duplice obiettivo di ottenere una fotografia aggiornata di un fenomeno in evoluzione e di grande importanza per gli assetti socio-economici e demografici, e supportare linee di indirizzo per uno sviluppo smart e compatibile.
