La letteratura scientifica internazionale pone l'accento sull'importanza delle interazioni padre-bambino che possono costituire un fattore di primaria importanza per lo sviluppo psicologico del figlio. L'attenzione è stata rivolta sia al rischio psicopatologico dei genitori, che al temperamento del figlio. Recenti studi hanno inoltre dimostrato che un basso grado di stress genitoriale ed una buona relazione coniugale sono correlate ad effetti positivi sulle relazioni ed ai conseguenti esiti emotivo-comportamentali nei figli.
La presente ricerca ha l'obiettivo di indagare la qualità delle interazioni genitore-bambino durante l'alimentazione nei 12-18 mesi d'età del figlio, valutando la possibile influenza del temperamento del bambino, dell'adattamento di coppia, del rischio psicopatologico e dello stress genitoriali. Il campione sarà composto da N=40 nuclei familiari appartenenti ad una popolazione non referred. Le diadi madre-bambino e padre-bambino saranno videoregistrate separatamente attraverso l'ausilio di una termocamera ad infrarossi. Inoltre, entrambi i genitori compileranno questionari relativi al profilo psicologico individuale, alle caratteristiche temperamentali del figlio, alla soddisfazione di coppia ed allo stress relativo alla genitorialità.
Si ipotizza che la qualità delle interazioni padre-figlio sia maggiormente connessa con i comportamenti manifesti del bambino, mentre le caratteristiche degli scambi madre-bambino siano maggiormente collegate ad uno spettro più ampio di fattori relazionali e di rischio psicopatologico genitoriale. Si ipotizza che un peggior adattamento di coppia percepito da un genitore sia connesso ad un maggiore stress genitoriale e che questi influenzino la qualità genitore-bambino. Infine, si ipotizza che le interazioni genitore-bambino connotate da una minore contingenza e caratteristiche temperamentali del figlio più difficili, mostrino una dissincronia fra le risposte autonome/viscerali dei membri della diade.
In base alla letteratura scientifica di riferimento, si ritiene importante poter indagare le variabili individuali e relazionali all'interno della famiglia nei primi anni di vita del bambino nel contesto dell'alimentazione. La ricerca di tali variabili nella fascia d'età del bambino 12-18 mesi può arricchire le conoscenze rispetto alla qualità delle interazioni, soprattutto verso la figura paterna. In questa fase dello sviluppo, infatti, sono presenti diverse spinte verso l'autonomia (attraverso il passaggio all'alimentazione autonoma, l'incremento dell'autonomia motoria e lo sviluppo del linguaggio). Le risposte dei genitori possono non essere contingenti con le richieste di autonomia del bambino e lo studio delle variabili coinvolte è importante per lo sviluppo di politiche preventive e terapeutiche. L'utilizzo di strumenti osservativi, quali la Scala della Valutazione Alimentare (SVIA) possono arricchire le conoscenze attuali sulle interazioni genitore-bambino, in un campo, quello alimentare, di primaria importanza per gli scambi diadici dei primi anni di vita. Gli strumenti osservativi possono infatti ampliare e arricchire i dati ricavati dagli strumenti self-report e report-form.
Allo stato attuale studi di tipo osservativo nelle interazioni padre-bambino in campioni con sviluppo tipico sono inoltre pochi e si sottolinea la necessità di maggiori conoscenze sulle dinamiche interattive.
Sulla base della letteratura scientifica di riferimento, si ipotizza di verificare empiricamente come alcuni indicatori del rischio psicopatologico materno predicano la qualità generale delle interazioni con i propri bambini durante l'alimentazione, nella direzione di scambi meno contingenti e sensibili, in accordo con diversi studi empirici che hanno evidenziato l'influenza di profili di rischio materni sulle modalità interattive con i figli che si presentano poco coordinate, intrusive e scarsamente sintonizzate (Tambelli et al., 2015; Haycraft e Blissett, 2012; Kwon et al., 2012). Per quanto riguarda i padri, si vuole verificare come il rischio psicopatologico paterno possa predire interazioni con i loro figli caratterizzate da un maggior conflitto interattivo e comportamenti di rifiuto alimentare del bambino, in linea con alcuni studi, come quello di Atzaba-Poria e coll. (2010).
In accordo con alcuni studi come quello di Sarkadi, Kristiansson, Oberklaid e Bremberg (2008), che però non focalizzano l'attenzione degli scambi alimentari genitori-bambino, si ipotizza che la qualità delle interazioni padre-figlio siano maggiormente connesse con i comportamenti manifesti del bambino, mentre le caratteristiche degli scambi diadici madre-bambino siano maggiormente collegate ad uno spettro più ampio di fattori relazionali ed intersoggettivi.
Un notevole apporto alla conoscenza delle dinamiche relazionali genitore-bambino può derivare dallo studio dell'adattamento della coppia. In base alla letteratura specifica di riferimento, si vuole valutare se un peggior adattamento di coppia percepito influenzi la qualità delle relazioni, non solo a livello individuale, ma anche relazionale. Si ipotizza che un peggior adattamento di coppia percepito da un genitore sia connesso ad un maggior stress genitoriale e che queste influenzino la qualità genitore-bambino del coniuge. Infine, grazie ai dati relativi alla termografia ad infrarossi, si ipotizza di rilevare associazioni fra la sincronia delle risposte del sistema nervoso autonomo di genitori e bambini e la qualità dell'interazione. Si ipotizza infatti che nelle interazioni genitore-bambino connotate da una minore contingenza e sensibilità genitoriale e caratteristiche temperamentali del bambino più difficili, sia possibile riscontrare una dissincronia fra le risposte autonome/viscerali dei membri della diade.