Gli archivi della vegetazione del Pleistocene in Europa sono caratterizzati da successive perdite di specie arboree. Esse sono dovute alle ripetute migrazioni e riduzioni della copertura vegetale durante il ripetersi dei cicli glaciali e interglaciali. Il lago di Ocrida, posto al confine tra Albania e FYROM a 693 m s.l.m., è il più grande, profondo e antico lago tettonico d'Europa formatosi tra 1,2 e 1,9 milioni di anni fa. Il lago è, ed è stato, un centro di biodiversità e un'area rifugio durante i periodi glaciali, la sedimentazione mai interrotta ha permesso di registrare le variazioni ambientali e della vegetazione durante i cicli glaciali e interglaciali. Grazie ad un finanziamento dell'ICDP (International Continental Scientific Drilling Program) nel 2003 è stato effettuato un imponente campionamento ed è stata raccolta una carota di sedimento dall'impressionante lunghezza di circa 600 m. La carota è stata integralmente studiata dal punto di vista palinologico da un gruppo internazionale di palinologi esperti. La sequenza contiene una serie di tipici taxa Terziari (oggi ancora presenti negli Stati Uniti e in Asia) quali Taxodium e Liquidambar e l'interessante presenza di Cedrus, Tsuga, Carya, Pterocarya, Parrotia, e Zelkova. Il record è datato indipendentemente e ben corrisponde con la Marine Isotope Stratigraphy (MIS). Su questa base ci si propone di studiare l'estinzione di questi taxa per stabilire la relazione tra copertura arborea e variabilità climatica tra graciali e interglaciali e la ricchezza floristica dell'area nel tempo. L'obiettivo è comprendere relazione tra le estinzioni a livello regionale, la variabilità climatica e i fattori edafici locali ad oggi non ancora del tutto chiara.
La ricerca palinologica ha una tradizione ben consolidata ma questo progetto ne utilizza i risultati per un approccio sicuramente meno noto e di dettaglio. L'importanza della ricerca è sicuramente dovuta anche alle caratteristiche del sito in esame che si sospetta essere il lago più antico di tutta Europa. La conferma di tale ipotesi verrà data proprio dalla prosecuzione delle indagini qui descritte. L'importanza del sito è duplice, da una parte la ridotta disponibilità dei dati paleoambientali per l'area dei Balcani, a cui si sta cercando di porre rimedio degli ultimi anni; dall'altra l'ampiezza e complessità dei risultati che stanno emergendo proprio dallo studio di questa carota. L'analisi pollinica tradizionale è sicuramente un passaggio imprescindibile per ogni ulteriore speculazione possibile sui dati ottenuti dai sedimenti ma qui si propone di utilizzare questa base di partenza per cercare di comprendere non solo le dinamiche vegetazionali nel loro insieme ma la rispondenza di singoli taxa a bruschi cambiamenti ambientali. Le potenzialità della ricerca sono messe in evidenza dal numero di pubblicazioni recentemente uscite proprio sullo studio di questa carota. Il già citato volume speciale della rivista Biogeosciences (Integrated perspectives on biological and geological dynamics in ancient Lake Ohrid) vede 15 lavori tutti dedicati ai risultati ottenuti dai sedimenti del lago di Ocrida solo per gli ultimi 500 mila anni. Di tre di essi sono coautrice e per uno anche autore corrispondente. Tutto il team internazionale è ora a lavoro per completare le analisi della seconda, più antica, porzione della sequenza. Faccio parte del team di palinologi con il ruolo di responsabile dei dati, posizione che mi permette di avere una posizione privilegiata nella gestione dell'imponente mole di dati prodotta. La prosecuzione della ricerca porterà sicuramente alla pubblicazione di ulteriori lavori su riviste di alto profilo. Sebbene ci sia stato un iniziale importante finanziamento dell'ICDP, i fondi erano destinati esclusivamente alla fase di campionamento dei sedimenti. Ogni partecipante al progetto deve quindi provvedere ai fondi necessari per portare avanti i propri studi.