Anno: 
2017
Nome e qualifica del proponente del progetto: 
sb_p_563718
Abstract: 

La zona di Torre Astura risulta essere di notevole interesse in quanto consente la possibilità di uno studio multidisciplinare per ricostruire sia il paleoambiente sia l'assetto del territorio in epoca storica.
Nello specifico la presente ricerca intende focalizzarsi sulle architetture, di straordinaria rilevanza storico-artistica, situate all'interno dell'area; tra queste, oltre alla fortificazione di origine medievale - da cui prende il nome l'intero sito - anche gli edifici ad essa strettamente relazionati, in primo luogo la cosiddetta 'Finanziera'.
Il valore storico e l'interesse scientifico per questo sito pluristratificato sono evidenti e sembra ora giunto il momento, anche avvalendosi della disponibilità offerta dalle autorità militari, di realizzare uno studio complessivo e interdisciplinare, supportato da rilievi accurati delle strutture murarie e architettoniche. Uno studio che, nel riorganizzare e comparare quanto finora emerso, tanto in ambito archeologico che architettonico, approfondisca, sviluppi e completi le conoscenze su alcuni aspetti finora poco indagati o addirittura trascurati.
La ricerca mira inoltre a delineare alcune strategie per la valorizzazione dell'area, nell'intento di far convivere le necessità di sicurezza militari con quelle di una fruizione, controllata e consapevole, da parte del pubblico, di un sito di straordinario interesse storico e ambientale.
Purtroppo i diversi studi e i progetti avanzati negli ultimi decenni per la valorizzazione del sito e del complesso fortificato non hanno finora trovato una concreta attuazione, soprattutto per difficoltà di ordine economico e gestionale. La nostra ricerca, nel cercare di approfondire la conoscenza sulle fabbriche e sulle loro relazioni con l'ambiente circostante mira quindi a porre l'attenzione su questo splendido monumento di arte e natura, nella speranza che una maggiore consapevolezza del patrimonio che rischiamo di perdere, possa finalmente portare ad un cambio di rotta.

Componenti gruppo di ricerca: 
sb_cp_is_859515
sb_cp_es_127472
sb_cp_es_127473
sb_cp_es_127471
sb_cp_es_127474
Innovatività: 

Torre Astura è considerata una delle più interessanti fortificazioni del litorale laziale; essa manca, tuttavia, di uno studio architettonico monografico completo, approfondito e puntuale. I numerosi contributi infatti, soprattutto di carattere storico, che nel corso del tempo le sono stati dedicati, risultano piuttosto limitati e disorganici, quasi sempre inseriti all'interno di trattazioni più ampie, rivolte allo studio dell'ambito territoriale (cfr. Atlante storico-ambientale. Anzio e Nettuno, a cura di G. Caneva e C. M. Travaglini, De Luca, Roma 2003; F. Palmas, Il comprensorio di Nettuno. Il contributo della Difesa all'ambiente, Segretariato Generale della Difesa - Direzione nazionale degli armamenti, s.l., 2010.) o ai sistemi di fortificazione del Lazio (G. Giammaria, a cura di, Castelli del Lazio Meridionale. Contributi di storia, architettura ed archeologia, Bari 1998.) e di difesa del litorale (Russo F., La difesa costiera dello stato pontificio dal XVI al XIX sec., Stato maggiore dell'esercito, Ufficio storico, Roma 1999; M. Miano, a cura di, Il presidio del territorio: fari e torri costiere. Lazio, Abruzzo e Sardegna, Roma 2012).

Inoltre le numerose notizie storiche rivenute dagli studiosi, a partire dalle opere fondamentali del Gugliemotti prima (A. Guglielmotti, La guerra dei pirati e la Marina Pontificia dal 1500 al 1560, 2 voll., Firenze 1876; Id., Storia della Marina pontificia. Dal secolo ottavo al decimonono, vol. X , Atlante delle cento tavole descritte nei dieci libri delle fortificazioni, Roma 1893) e poi di De Rossi (G.M. De Rossi, Torri costiere del Lazio, Roma 1971, II ed. 1984; Id., Un manoscritto sulle torri costiere dello Stato Pontificio, in "Scritti in memoria di Giuseppe Marchetti Longhi", II, Roma 1990, pp. 445-453), sono state solo in parte poste in relazione con la complessa stratigrafia degli alzati murari, anche per le oggettive difficoltà di accesso alla struttura.
Diverse e di alto livello scientifico sono state invece, seppure alcune di esse risultino datate, le indagini archeologiche relative ai resti delle strutture romane rinvenute al di sotto e nei pressi della fortificazione (vedi bibliografia al paragrafo precedente); piuttosto recenti, infine, le indagini geologiche e archeologiche che hanno interessato la zona circostante e che hanno restituito dati di notevole interesse scientifico.

Mancano dunque studi dell'intero complesso e in particolare di tutte le apparecchiature murarie che, a partire da un rilievo architettonico puntuale ed aggiornato, possano mettere in relazione le numerose fonti documentarie di tipo storico, che 'raccontano' le vicende storiche ma anche le trasformazioni della struttura in relazione alle mutate esigenze di difesa o d'uso, con la reale stratigrafia muraria. Sebbene le plurime trasformazioni subite nel corso del tempo - non ultimi i restauri e i consolidamenti effettuati negli ultimi decenni - abbiano infatti complicato il quadro di lettura, le condizioni della rocca, soprattutto se confrontate con altre oggetto più recentemente di interventi di manutenzione e di ripristino, permettono ancora oggi, attraverso le metodologie della stratigrafia architettonica, di ricostruire un quadro, sufficientemente chiaro e attendibile, delle sue trasformazioni.
Il rilievo diretto delle strutture e l'analisi delle apparecchiature murarie, in parte già iniziati e resi possibili grazie alla collaborazione e alla disponibilità all'accesso fornita dalle autorità militari, devono essere approfonditi e messi in relazione con la copiosa documentazione storica e iconografica disponibile.

In estrema sintesi, l'idea di riprendere in mano, approfondendoli, gli studi sulla Torre e sugli edifici limitrofi, nasce dalla convinzione che solo una conoscenza completa dei beni possa innescare un processo virtuoso, che consenta loro di ri-entrare in un circuito vitale.
Il momento sembra infatti favorevole a una ripresa di coscienza verso questo monumento: l'attenzione dimostrata da parte delle autorità militari è sempre molto viva e a questo proposito si veda anche M. Y. Foliant, Cultural Property Protection Makes Sense: A Way to Improve Your Mission, Civil-Military Cooperation Centre of Excellence (CCOE) 2015: il recente studio riflette sul ruolo dell'istituzione militare, e in particolare del CIMIC (Civil-Military Co-operation), nella protezione del patrimonio culturale, focalizzando l'attenzione sulla relazione fra lo svolgimento di missioni militari e la difesa dell'identità culturale di una comunità legata al proprio patrimonio, come obiettivo fondamentale di responsabilità internazionale. Nel frattempo sono stati promossi e avviati, da regione e provincia (vedi paragrafo precedente), diversi progetti e programmi di valorizzazione che potrebbero contribuire alla sua rivitalizzazione.

Codice Bando: 
563718
Keywords: 

© Università degli Studi di Roma "La Sapienza" - Piazzale Aldo Moro 5, 00185 Roma