Alle origini della Repubblica

Le intellettuali e il cinema

Il rapporto delle intellettuali con il cinema non è stato estemporaneo, casuale, né tantomeno privo di stimoli per la loro narrativa.
Eppure fino al decennio precedente sono state pressoché ignorate le scritture filmiche realizzate dalle scrittrici italiane del Novecento, un disinteresse che ha compreso anche gli interventi critici e la produzione giornalistica relativa alla settima arte.

Alle origini dei libri. Autrici, editrici, letterate editrici

Tredici protagoniste autrici, nei tredici anni fra il 1943 e il 1956, pubblicano oltre cinquanta opere letterarie, attraverso un dialogo ininterrotto con i tre editori che le riconoscono (Bompiani, Mondadori, Einaudi), in un discorso che intreccia il genere e i generi, le singolarità individuali e la rappresentazione collettive dei corpi delle loro scritture e delle loro narrazioni.

Il primo “gesto civile”. Il nuovo sguardo politico della letteratura

Tredici autrici italiane (Aleramo, Banti, Bellonci, Cialente, de Céspedes, Ginzburg, Manzini, Masino, Morante, Ortese, Romano, Viganò, Zangrandi) sono le tredici Madri della letteratura dell’Italia Repubblicana che hanno atteso, partorito, curato, cresciuto i primi tredici anni (dal 1943 al 1956) della nostra democrazia. Fino all’adolescenza, cioè fino alla scoperta di un mondo nuovo, hanno vissuto la gestazione della Resistenza come un’attesa, la nascita della Costituzione come un gesto, la crescita della nuova Repubblica con uno sguardo diverso nella politica e nella letteratura.

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