protezione civile

Funzione di emergenza e modelli amministrativi alla prova dello stress test degli eventi sismici nell'Italia centrale

Il processo di "normalizzazione" della gestione delle emergenze perseguito in Italia è sfidato all'occorrenza di eventi calamitosi, quando la necessità di fronteggiare gravi calamità induce il legislatore ad approntare misure ad hoc di natura amministrativa che finiscono per sovrapporsi con le ordinarie responsabilità delineate dal legislatore.

Molte allerte, nessuna allerta?

L’EFFICACIA DEI SISTEMI DI ALLERTA RAPIDA DIPENDE IN GRAN PARTE ANCHE DA ASPETTI SOCIALI E COMUNICATIVI. LA COMUNICAZIONE DEL RISCHIO IN TEMPO DI PACE È UN ELEMENTO CARDINE E SU QUESTO ASPETTO MOLTO RESTA ANCORA DA FARE IN ITALIA. LE CONOSCENZE VANNO MESSE A SISTEMA E INTEGRATE NELLE POLITICHE DI TUTTI GLI ATTORI IN CAMPO.

Il Centro Allerta Tsunami (CAT) dell’INGV

Il Bacino del Mediterraneo ha una ricca storia di terremoti ed eruzioni vulcaniche, che si può ritenere nota a tutti: non credo ci sia qualcuno in Italia, in Grecia o in Turchia che non sia consapevole della elevata sismicità della regione dove vive. Lo stesso discorso vale probabilmente per le eruzioni vulcaniche. Chi in Italia non ha sentito parlare dell’eruzione di Pompei del 79 d.C., o di quelle che avvengono frequentemente a Stromboli oall’Etna? Il discorso è ben diverso invece per gli tsunami (detti anche maremoti).

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