tradizione manoscritta

Pier Vettori e Poliziano. Per la storia del Terenzio Bembino e della filologia terenziana nel Cinquecento

Si ricostruiscono le vicende della collazione del celebre codice “Bembino” di Terenzio (attuale Vat. lat. 3226) effettuata da Angelo Poliziano nel 1491 sui margini di un incunabolo conservato a Firenze (BNC, BR 97) ed entrato in possesso di Pier Vettori dopo la sua morte. Dell’uso di tale collazione da parte di Vettori per recuperare varianti dell’antico ms. emergono chiare tracce nelle sue opere a stampa e nei margini dei suoi libri giunti a Monaco.

Il Parisinus Suppl. gr. 447 e il Vaticanus gr. 279 testimoni dei Commenti agli Aforismi ippocratici

Nello studio della tradizione del Commento di Galeno agli Aforismi ippocratici, due manoscritti di età paleologa meritano una particolare attenzione: si tratta del Parisinus suppl. gr. 447 e del Vaticanus gr. 279. Questi codici, e in particolare il Parisinus suppl. gr. 447, sono stati finora scarsamente studiati, in quanto testimoni solo parziali del Commento galenico. Essi, tuttavia, non solo sono degni di nota per la storia della tradizione, ma risultano avere un ruolo importante anche nello stemma codicum del testo di Galeno.

Recensione di: Jacques Jouanna, Hippocrate. Tome I, 2e partie. Le Serment, les serments chrétiens, la Loi, Paris: Les Belles Lettres, 2018, pp. CXCVI + 310, ISBN 978-2-251-00627-7, 65 euro.

Di tutte le opere attribuite a Ippocrate di Cos, il Giuramento è senz’altro la più famosa. Il carattere solenne, la brevità e la densità del testo, infatti, hanno fatto sì che, seppur in una versione rivisitata e per così dire modernizzata, il Giuramento ippocratico venga tutt’oggi declamato nelle facoltà di medicina dai neo-laureati. Eppure, di un testo così rappresentativo mancava ancora un’edizione critica soddisfacente.

Note sul Vat. Urb. gr. 68 e sullo scolio a Praecepta 1

The 14th century manuscript Urbinas gr. 68, which contains texts belonging to the Hippocratic Collection, appears to be a very interesting source for the history of late antique and middle byzantine exegetical activity on medical texts. Among the various scholia it preserves, I will analyze and contextualize in particular the scholion to the beginning of the Praecepta, transmitted only in this manuscript (ff. 26v-27r). In fact, this scholion-text constitutes a unique and precious testimony of the exegetical activity on the Hippocratic Praecepta.

Errori della tradizione, “errori d'autore”, forme genuine. Il caso degli iperdorismi nel corpus dei bucolici greci

Recent studies have shown that hyperdialectal forms, well attested
in inscriptions of the Hellenistic age, cannot simply be treated as
mistakes when they are transmitted in Hellenistic texts (e.g. the
Doric hymns of Callimachus). Moreover, these forms could also be
used as a consequence of their presence – rightly or wrongly – in
the Hellenistic editions of archaic and classical poets. On this basis,
this article surveys the hyper-Doricisms of Greek bucolic poetry and
argues that in several cases they could be genuine.

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