È noto ormai che le malattie cardiovascolari rappresentano la prima causa di morte nel mondo occidentale e che numerosi sono i fattori che possono scatenare la progressione della malattia cardiovascolare. Tra questi possiamo ricordare lo stress ossidativo, l’autofagia, l’attivazione piastrinica e l’infiammazione. Il gruppo di ricerca da me coordinato svolge diverse attività che, nell’insieme, hanno lo scopo di stratificare il rischio cardiovascolare, prevenire, e quindi ridurre l’incidenza dell’infarto, dell’ictus, delle complicanze maggiori della malattia aterosclerotica e di altre malattie vascolari quali trombosi della retina, arteriopatie periferiche, trombosi delle arterie addominali, trombosi venose degli arti inferiori ed embolia polmonare. Quindi, uno degli obiettivi principali della nostra attività è la prevenzione cardiovascolare che è realizzata individuando il profilo di rischio personale del paziente. In particolare, il rischio cardiovascolare del paziente è valutato sia mediante le analisi tradizionali (diagnostica strumentale e di laboratorio) grazie alla collaborazione di varie figure specialistiche nell'ambito della cardiologia e della medicina interna e sia mediante analisi cellulari più specialistiche quale la valutazione dello stress ossidativo, dell’autofagia e della funzionalità piastrinica.


Angela Leonardo
Daniele Veccio
Pierpaolo Minà