Costruire la città pubblica. Nuovi standard per un nuovo welfare

02 Pubblicazione su volume
Crupi Francesco

Nel corso del XX secolo il welfare è stato il motore di sviluppo che ha consentito, in particolare nei paesi a economia avanzata, il raggiungimento di un alto livello di benessere e di coesione sociale favorendo maggiori consumi e l’aumento della produttività. Le trasformazioni strutturali che a partire dagli anni Ottanta investono il mondo capitalista occidentale mettono in crisi il ruolo del welfare considerato, quasi ovunque, un freno alla competitività. Nelle città, l’aumento dei processi di urbanizzazione, delle emissioni climalteranti, il depauperamento delle risorse ecologico-ambientali, la mancanza di efficaci politiche sociali, evidenziano l’emergere di una nuova “questione urbana” che richiede la messa in campo di un nuovo welfare, incardinato sulla costruzione della città pubblica quale strategia integrata e interscalare, finalizzata alla rigenerazione urbana e al riequilibrio territoriale. In questo quadro di riferimento, a oltre 50 anni dall'emanazione del DI 1444/68 sugli standard urbanistici, considerato un momento cruciale e rifondativo per la cultura urbanistica italiana nella riflessione sul welfare urbano, il contributo intende approfondire, a partire da un caso di studio connotato da alti livelli di integrazione, interdisciplinarietà e iteratività, il rapporto tra i mutamenti in atto nella città e nei territori contemporanei, e l’emergere di un nuovo quadro esigenziale, che può trovare nella proposizione di nuove dimensioni normative, progettuali, ambientali, gestionali e sociali degli spazi “a standard”, un terreno ancora molto fertile di ricerca, sperimentazione e confronto.

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