I correlati neurali della discriminazione sé/altro come indice di pregiudizio etnico e politico in Conservatori e Liberali
| Componente | Categoria |
|---|---|
| Salvatore Maria Aglioti | Tutor di riferimento |
Secondo la letteratura classica i conservatori sembrano essere più inclini all'intolleranza e a mostrare pregiudizio nei confronti di altri gruppi rispetto a quanto facciano i liberali. Recentemente una nuova cornice teorica ha messo in discussione questo assunto mostrando come entrambi i gruppi politici esprimano livelli comparabili di pregiudizio a seconda del gruppo che devono fronteggiare.
In questo dibattito ancora in corso è più che mai importante indagare il fenomeno in esame sotto molteplici punti di vista. Con il presente studio si cercherà di approfondire il fenomeno del pregiudizio di tipo politico e di mettere in relazione quest'ultimo con un'altra forma fondamentale di pregiudizio, ossia quello etnico. Nel farlo utilizzeremo un paradigma di discriminazione sé/altro, in cui i volti di partecipanti conservatori e liberali verranno fusi con quelli di altre persone che potranno essere bianche o nere e a loro volta conservatrici o liberali. Attraverso la registrazione del segnale elettrico corticale (EEG) e l'analisi dei potenziali evocati (ERPs) saremo in grado di dare una base neurale all'espressione del pregiudizio politico ed etnico e di creare una tassonomia di queste due forme di pregiudizio per partecipanti conservatori e liberali. Capire quale identità è prioritaria in un contesto in cui due identità fondamentali -come quella etnica e quella politica- sono contemporaneamente presenti e quali sono le sue basi a livello di processamento dell'informazione potrà aiutarci a risolvere l'apparente conflitto fra la letteratura classica sul pregiudizio nei gruppi politici e gli studi recenti che ne hanno messo in discussione gli assunti.