Per una etnografia post-pandemica: smart working come forma di vita.

Anno
2020
Proponente -
Struttura
Sottosettore ERC del proponente del progetto
SH3_1
Componenti gruppo di ricerca
Componente Categoria
Lidia Piccioni Componenti strutturati del gruppo di ricerca
Maria Cristina Pantellaro Dottorando/Assegnista/Specializzando componente non strutturato del gruppo di ricerca
Anna Maria Iuso Componenti strutturati del gruppo di ricerca
Michela Buonvino Dottorando/Assegnista/Specializzando componente non strutturato del gruppo di ricerca
Matteo Aria Componenti strutturati del gruppo di ricerca
Componente Qualifica Struttura Categoria
Fulvio Cozza dottorato Saras - Dea Altro personale aggregato Sapienza o esterni, titolari di borse di studio di ricerca
Francesco Aliberti dottorato Saras - Dea Altro personale aggregato Sapienza o esterni, titolari di borse di studio di ricerca
Silvia Pagano specializzanda Saras - Dea Altro personale aggregato Sapienza o esterni, titolari di borse di studio di ricerca
Eleonora D'Agostino specializzanda Saras - Dea Altro personale aggregato Sapienza o esterni, titolari di borse di studio di ricerca
Livia Sileri laureata magistrale Saras - Dea Altro personale aggregato Sapienza o esterni, titolari di borse di studio di ricerca
Andrea Santoro laureato magistrale Saras - Dea Altro personale aggregato Sapienza o esterni, titolari di borse di studio di ricerca
Giulia Zitelli Conti specializzata Saras - Storia contemporanea Altro personale aggregato Sapienza o esterni, titolari di borse di studio di ricerca
Abstract

L¿emergenza pandemica dell¿oggi rende sempre più urgente il ripensamento circa le modalità di espletamento dell¿erogazione della forza lavoro umana nell¿ambito del lavoro in generale, dei servivi alla persona e dell¿apporto alla formazione. Di più, l¿uso dello smart working progressivamente assume maggiore importanza, perché ritenuto idoneo a favorire il superamento della crisi del rapporto classico fra utente/destinatario/utente da una parte ed erogatori di servizi dall'altra.
L¿attuale uso dello smart working necessita un¿analisi più ampia e rigorosa, giacché una sua valutazione complessiva dovrebbe rispondere non solo alle urgenze odierne, ma anche alla comprensione complessiva che il suo utilizzo è destinato a portare con sé. Dato che non è una pratica attinente a mere questioni tecnologiche, lo smart working non può non intercettare numerose questioni di fondo, quali il senso e la percezione del lavoro relativamente a condizioni operative differenziate, le coordinate della vita complessiva degli agenti, la qualità e la dinamica (con tematizzazione principale sull'eventuale mutamento) della motivazione, l'appropriazione soggettiva (sia corporeo-gestuale sia mentale) della strumentazione, nonché, ovviamente, il rapporto fra specifica redditività della nuova tecnologia e policies degli enti decisori e dei soggetti attuatori. In questi orizzonti di riferimento lo smart working si appalesa, quindi, come una forma di vita peculiare da scandagliare in termini antropologici e di storia sociale, per indagare e portare alla luce le relazioni costitutive ed operative di una vera e propria `forma di vita¿, grazie all¿apertura di due campi di ricerca etnografica, una grossa struttura amministrativa pubblica e una azienda ICT quotata.

ERC
SH5_8, SH3_4, SH3_12
Keywords:
CULTURA, ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO, IDENTITA¿ SOCIALE, RETE, INNOVAZIONE

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