Dal Mild Cognitive Impairment alla demenza di Alzheimer: studio longitudinale delle modificazioni nell'EEG di veglia e sonno per l'individuazione di markers prodromici predittivi della conversione
| Componente | Categoria |
|---|---|
| Luigi De Gennaro | Tutor di riferimento |
Il Mild Cognitive Impairment (MCI) è considerato una fase preclinica della demenza di Alzheimer (AD) per l'elevato rischio di conversione presentato da questi pazienti. L'EEG rappresenta un promettente strumento per l'identificazione di biomarkers precoci della futura conversione. Pazienti con MCI e AD mostrano, infatti, alterazioni comuni nell'EEG, quali un generale fenomeno di rallentamento (slowing) dell'attività corticale durante la veglia e il sonno REM e una riduzione del sonno ad onde lente nel NREM, suggerendo una disfunzione nei meccanismi di sincronizzazione corticale attribuibile alla precoce compromissione del sistema colinergico basale nel decorso della patologia.
Il presente progetto ha l'obiettivo di valutare le alterazioni dell'attività corticale in diverse fasi del ciclo sonno-veglia associate alla progressione in AD di pazienti MCI e di identificare biomarker EEG della futura conversione in fase prodromica.
I 20 pazienti MCI di un recente studio, saranno rivalutati in un follow-up (FLW) a distanza di almeno 1 anno. In modo analogo alla baseline (BSL), oltre alla valutazione neuropsicologica, i pazienti saranno sottoposti ad acquisizione di EEG di veglia in due fasi circadiane (mattina e sera) ed a polisonnografia notturna. I tracciati EEG (BSL e FLW) saranno analizzati in termini di potenza spettrale mediante Fast Fourier Transform (FFT), di attività oscillatoria mediante algoritmo di detezione Better OSCillation (BOSC) e di coerenza in termini di Mean Square Coherence (MSC).
I risultati permetteranno di descrivere un quadro multi-dimensionale dei cambiamenti nell'EEG di veglia e sonno associati alla conversione in AD (confronto FLW vs. BSL). Il confronto alla BSL tra pazienti con diagnosi di AD al FLW e MCI stabili darà indicazioni circa le alterazioni differenziali in fase prodromica nelle diverse condizioni che risultano predittive della futura conversione. Queste saranno integrate in un'analisi discriminante per stabilirne il potere predittivo.