La Physarum Polycephalum come simulatore delle reti di mobilità e strumento di problem solving spaziale
| Componente | Categoria |
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| Antonino Saggio | Tutor di riferimento |
Con questa ricerca ci si propone di sviluppare un algoritmo che simuli, secondo principi di Biomimetica, il processo generativo della Physarum Polycephalum - o muffa policefala unicellulare - con un duplice scopo: a livello architettonico ci si propone di elaborare strategie per lo sviluppo spaziale di architetture formalmente complesse e, a livello urbanistico, di generare uno strumento per l'analisi e il miglioramento dei sistemi di mobilità. Con l'espressione Biomimetica o, nella sua più comune dicitura inglese, Biomimicry, si intende un approccio scientifico allo studio dei processi biologici e biomeccanici degli organismi e degli ecosistemi naturali al fine di estrarne principi da riprodurre attraverso processi digitali nella progettazione di artefatti tecnici. Si tratta di un approccio multidisciplinare che è stato solo di recente formalizzato, grazie principalmente all'opera della biologa Janine Benyus, e che vede impegnate alcune delle istituzioni internazionali più all'avanguardia nel campo della sperimentazione architettonica come l'Institute for Computational Design di Stoccarda e l'Arizona State University. L'applicazione dei principi di Biomimetica all'organismo della Physarum Polycephalum si inserisce nella lunga tradizione delle sperimentazioni legate a questa muffa che già dal 2000, grazie agli studi di Toshiyuki Nakagaki, Hiroyasu Yamada e Ágota Tóth, è stata utilizzata come strumento per il problem-solving spaziale e per la riproduzione di grandi reti infrastrutturali. Tramite strumenti di programmazione visuale ci si propone con questa ricerca di ampliare le potenzialità dello studio del comportamento della Physarum Polycephalum, riducendo i tempi delle sperimentazioni e allargando il campo di applicazione degli studi condotti sinora.