ROMA 1960. Le attrezzature olimpiche di Pierluigi Nervi nell'evoluzione e nelle trasformazioni del quartiere Flaminio. Vicende, analisi e ipotesi dei valorizzazione del sistema urbano formato dal Palazzetto dello Sport, dallo Stadio Flaminio e dal v...
Con la realizzazione dell'Auditorium e del MAXXI, nell'area compresa tra Villa Glori e il Tevere, si è andato concentrando un gruppo di opere di architettura che costituisce un brano di città moderna del tutto particolare nel panorama di Roma, non solo per l'importanza delle opere stesse, ma anche per la loro contiguità. Con la costruzione del Ponte della Musica, questo insieme ha assunto il ruolo di un vero e proprio sistema urbano che raggiungerà una sua completezza quando anche la Casa delle Armi sarà restituita alla città attraverso il recupero di una destinazione d'uso più consona alla sua qualità architettonica.
Nel 2017, la Getty Foundation ha finanziato, nell'ambito del programma "Keeping it Modern", il progetto "Lo Stadio Flaminio di Pier Luigi e Antonio Nervi a Roma: un piano di conservazione interdisciplinare" presentato da un team di cui anche il proponente fa parte. Questa ricerca sta mettendo in evidenza come il complesso delle attrezzature realizzate da Pierluigi Nervi per le Olimpiadi del 1960 - il Palazzetto dello Sport, lo Stadio Flaminio e il viadotto di corso Francia - rappresenti un sistema unitario che va considerato come tale anche in previsione delle necessarie strategie di conservazione e valorizzazione all'interno di un tessuto urbano che è da alcuni anni impegnato da profonde trasformazioni. Anche per questo, è stata avanzata l'ipotesi di proporre l'apposizione di un "vincolo a rete" sui tre manufatti in quanto essi sono da considerare opere paradigmatiche dal punto di vista architettonico, strutturale, tecnologico e nel rapporto con il contesto urbano e paesaggistico. La ricerca che qui si propone intende analizzare le relazioni interne di questo sistema soprattutto per approfondire - anche attraverso sondaggi progettuali - il rapporto che esso instaura con l'ampia sequenza di spazi aperti nei quali è inserito, che sono oggi miseramente utilizzati come un grande parcheggio che stringe le tre opere in una indistinta morsa di automobili.