ODAM: 1947-1952. Analisi figurative sulle origini di un linguaggio

Anno
2018
Proponente -
Struttura
Sottosettore ERC del proponente del progetto
Componenti gruppo di ricerca
Abstract

Nel settembre 1972, Vittorio Gregotti introduce per la prima volta nella pubblicistica italiana la figura di Alvaro Siza Vieira, come un architetto sui generis; un architetto fuori moda rispetto al contesto del movimento moderno (cfr. Architetture recenti di Alvaro Siza, in Controspazio, 1972).

"Siza è sicuramente la personalità più forte della sua (e mia) generazione: comincia a produrre alla fine degli anni '50 e a cercare con i progetti e con l'esercizio critico una via alternativa sia all'accademismo rurale-imperiale imposto dal regime fascista, sia ai rari e poveri esempi di introduzione del vocabolario razionalista europeo."

L'opera del maestro portoghese si presenta così vasta, sfaccettata e originale da non poter essere ridotta a un solo paradigma di riferimento; lo stesso Siza è contrario a qualsiasi tipo di definizione o classificazione e anche la nozione stessa di scuola di Porto, che si identifica negli architetti Távora, Siza e Souto de Moura, viene criticata:

"Si può parlare di influenze personali, di apprendimento l'uno dall'altro, ma non di scuola, ci sono ricerche diverse in una architettura che oggi è plurale, con molte affinità, ma se si guarda la città, dire scuola di Porto significa dire una pessima definizione."

Nonostante la definizione di Gregotti, la proposta di ricerca vuole indagare proprio questi rari e poveri esempi contemporanei e antecedenti la produzione del primo Siza.
Dopotutto, lo stesso Siza ha riconosciuto come non si possa parlare di scuola di Porto, ma si debba far riferimento al contributo di tante personalità differenti.

ERC
SH5_6, SH5_8, SH6_8
Keywords:
ARCHITETTURA, PROGETTO, DISEGNO DELL'ARCHITETTURA, RAPPRESENTAZIONE ARCHITETTONICA, STORIA DELL'ARCHITETTURA MODERNA

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