Tra centro e periferia: la chiesa di Santa Maria Assunta a Lugnano in Teverina
La chiesa di Santa Maria Assunta si inserisce armonicamente nel reticolo urbano del piccolo paese di Lugnano in Teverina, posto tra i monti che costeggiano il versante umbro del Tevere.
Poche notizie si conoscono sull'edificio, probabilmente risulta il più tardo nel gruppo di chiese che a partire da Santa Pudenziana di Visciano si distribuirono nel territorio meridionale dell'Umbria e in particolare del circondario di Narni.
Mai oggetto di studi spercifici, si ignorano le origini della Collegiata dell'Assunta, testimonianza evidente di comunicazioni linguistiche e scambio culturale con l'architettura romanica della Tuscia, ma anche dell'assimilazione sia dei modi delle maestranze operanti tra Lazio settentrionale e Aretino, lungo il tracciato della via Cassia, sia delle esperienze spoletine in merito al tipo delle strutture architettoniche delle navate. Tuttavia l'interno della collegiata di Lugnano aderisce più propriamente agli esempi umbri per l'impiego delle coperture a volte, mentre la decorazione plastica dell'interno, che risulta tra le più ricche dell'Umbria, richiama i canoni romani che seguono i modelli di San Clemente e di Santa Maria in Cosmedin.
Nonostante l'edificio diventi quindi centrale per la risalita e la diffusione dei canoni costruttivi e decorativi dell'Italia centro-meridionale in Umbria, risultando un modello d'influenza per le maggiori costruzioni della regione, ad oggi è mancante di studi specifici che ne permettano una conoscenza approfondita ed un inquadramento storico-artistico.
Il progetto qui proposto, che vede il supposto degli enti locali e del CISAM (Centro italiano di studi sull'alto medioevo), ha lo scopo di avviare la riscoperta di un edificio che si rivela di particolare importanza per lo sviluppo dell'architettura romanica nei territori dell'alto Lazio e dell'Umbria, nonché per lo studio della plastica scultorea, con particolare riferimento alla produzione di arredi liturgici al di fuori dai confini romani.