Effetto contesto sull'autovalutazione del carico di lavoro mentale
Le misure soggettive sono la tecnica più utilizzata per stimare il carico di lavoro mentale. I principali vantaggi risiedono nella semplicità di somministrazione, nell¿immediatezza dei risultati e nella bassa intrusività della misura. Tuttavia, problemi legati ad errori nell¿autovalutazione ne limitano l¿efficacia diagnostica, suggerendo il supporto di altre misure per aumentare la validità predittiva. Uno dei problemi irrisolti consiste nell¿effetto contesto, ossia nel fatto che la percezione di carico di lavoro possa essere influenzata dalla difficoltà di un task precedente. Nonostante questo fenomeno sia stato ampiamente studiato in passato, le evidenze disponibili sono contrastanti e non è stata individuata nessuna possibile soluzione al problema. Un tentativo di definire un protocollo di training aveva fornito risultati preliminari positivi, usando il questionario di self report NASA-TLX (Hart & Staveland, 1988). Questi risultati indicavano la concreta possibilità di limitare l¿effetto contesto e migliorare l¿efficacia diagnostica dello strumento, ma non sono stati condotti altri studi per corroborare questa tesi. Il presente lavoro si pone l¿obiettivo di testare ulteriormente l¿effetto contesto e soprattutto, valutare gli effetti di un protocollo di training nel limitare gli errori di autovalutazione. Questi obiettivi saranno perseguiti sviluppando due esperimenti che riprendano il paradigma sperimentale utilizzato negli studi già svolti su questa tematica. I risultati attesi dovrebbero fornire conferme dell¿esistenza stessa dell¿effetto contesto e inoltre, supportare la tesi che un protocollo di training sia un elemento indispensabile a potenziale l¿efficacia delle misure soggettive di carico di lavoro mentale, limitando gli errori di autovalutazione. Pur se limitati a un singolo strumento, il potenziale applicativo di questi risultati sarebbe garantito dal fatto che il NASA-TLX è uno strumento ampiamente utilizzato in questo settore.