Un riaccentramento del giudizio costituzionale? I nuovi spazi del Giudice delle leggi, tra Corti europee e giudici comuni
Il progetto di ricerca nasce dalla sensazione che la giustizia costituzionale italiana stia attraversando una nuova fase di assestamento.
Infatti, nei decenni precedenti gli studiosi avevano potuto osservare, a livello teorico, la creazione di un modello caratterizzato da un'accentuata diffusione del controllo di legittimità sulle fonti primarie; a questo fenomeno avevano contribuito diversi fattori, come l'imposizione dell'obbligo di interpretazione conforme a costituzione, l'incidenza del diritto europeo nell'ordinamento italiano, il ruolo, sempre più penetrante, assunto dalle decisioni della Corte europea dei diritti dell'uomo.
Ad una attenta ricostruzione della più recente giurisprudenza sembra oggi che si possa individuare una tendenza centripeta da parte della Corte costituzionale, più attenta a tenere le fila del controllo di costituzionalità. Orientamenti simili parrebbero alla base della parziale rimodulazione dei rapporti tra pregiudiziale costituzionale e pregiudiziale europea, nonché in ordine all'attenuazione dell'onere di non applicazione del diritto interno contrastante con la normativa europea. Significativi sono anche gli orientamenti giurisprudenziali che tendono ad affermare come il testo scritto costituisca un limite insuperabile dell'interpretazione giudiziaria.
La ricerca si svilupperà lungo quattro crinali:
- rapporto del giudice comune con la Corte
- rapporto del giudice comune con le corti europee
- rapporto del giudice con il testo normativo
- conflitti e autodichia.
Il tutto potrebbe riassumersi nella domanda: dove sta andando il controllo di costituzionalità in Italia?