Forme e temi della giurisprudenza romana del II secolo d.C. La letteratura giuridica e le declinazioni del potere sino alla vigilia dell'età severiana
La ricerca intende indagare i rapporti tra trasformazioni costituzionali e scelte letterarie in alcune opere della giurisprudenza romana del II secolo, dall¿età di Nerva e Traiano sino all¿epoca degli Antonini. Si intende descrivere da una prospettiva nuova un segmento di storia del pensiero giuridico romano nel momento della sua ultima profonda metamorfosi prima dell¿avvento della dinastia severiana, con la burocratizzazione dello Stato, gli esordi di un regime autocratico e la tendenza compilativa anziché creativa dell¿attività giurisprudenziale. La trasformazione politica in atto si tradusse nelle forme del discorso giuridico: la scelta di generi letterari, di modelli stilistici e di precise tecniche argomentative appare parametrata ai nuovi rapporti tra giurista e potere. Gli esiti esegetici sembrano rispondere a esigenze di politica legislativa (evidenti, ad esempio, nel diritto di famiglia) e devono confrontarsi con la produzione normativa di matrice imperiale (soprattutto casistica: rescripta, epistulae e decreta). Il giurista è, insieme, uomo di cultura, letterato e traduttore delle nuove dinamiche del potere, talvolta essendone anche parte. Egli è chiamato a interpretare in maniera nuova il rapporto tra fonti del diritto. In età adrianea l¿equilibrio tra ius honorarium ¿ ormai nella versione dell¿editto perpetuo cristallizzata da Salvio Giuliano ¿ e constitutiones principum è ricercato nell¿enfatizzazione dell¿elemento casistico in un genere letterario che sostituisce i commentari della tradizione giuscivilistica. In età antonina la tensione tra i due poli ¿ giurisprudenza e principe ¿ nel controllo del ius si fa più acuta: taluni famosi passaggi delle Institutiones di Gaio e dell¿Enchiridion di Pomponio ne sono specchio evidente. Cervidio Scevola, consigliere fidato di Marco Aurelio, ma tenace difensore dell¿autonomia del giurista è figura che chiude efficacemente un secolo di ricchezza e contraddizioni che sotto alcuni profili appare ancora da indagare.