Depoliticizzazione e linguaggio politico nell'Unione europea: dal processo di integrazione all'anti-politica della governance
Il concetto di depoliticizzazione è entrato nel dibattito pubblico all'inizio dei primi anni Duemila per indicare i cambiamenti che si sono avuti (e che si hanno tuttora) nelle modalità di esercizio del potere. La depoliticizzazione si inserisce nel suo insieme di processi come una particolare strategia politica all'interno di un progetto allargato del neoliberalismo, orientato ad
un'idea anti-politica (o a-politica) di mercato. L'Unione europea è considerato probabilmente il più importante esempio di depoliticizzazione, sia per la sua architettura istituzionale sia per la debolezza del modello di governance multilivello sviluppato negli ultimi anni e di recente sacrificato a
favore della governance economica. Il progetto di ricerca ha l'obiettivo di analizzare il processo di depoliticizzazione nell'Unione europea (de-istituzionalizzazione e de-democratizzazione) nel quadro della governance economica. La ricerca verrà condotta attraverso un'analisi dei discorsi politici delle personalità più rilevanti e influenti negli scenari europeo e
nazionale. Verrà applicato il metodo della politolinguistica, ovvero l'analisi del linguaggio politico e del discorso politico attraverso una combinazione della teoria politica e delle scienze politiche e della linguistica. Il punto di partenza sarà, pertanto, la crisi di legittimità delle istituzioni europee che, dalla crisi finanziaria del 2008 in poi, ha comportato cambiamenti nella società europea (oggi più che mai caratterizzata da un senso di sfiducia verso l'Unione europea e le sue istituzioni) e che, insieme all'euroscetticismo e ai movimenti populisti nazionali, hanno contribuito alla diffusione di un sentimento
dell'antipolitica.