L'USO DEI PROBIOTICI PER OTTIMIZZARE LA TERAPIA ERADICANTE DELL'HELICOBACTER PYLORI
| Componente | Categoria |
|---|---|
| Carola Severi | Tutor di riferimento |
L'Helicobacter pylori (Hp) è stato riconosciuto dall'OMS come cancerogeno di tipo I per l'uomo ed è la principale causa di cancro gastrico, che ad oggi costituisce la quarta neoplasia al mondo per prevalenza e la seconda per causa di morte. E' noto che se non trattata l'infezione da Hp cronicizza nel 100% dei casi e, in una percentuale piuttosto elevata di pazienti, può determinare lo sviluppo di atrofia gastrica. Quest'ultima, a sua volta, può evolvere in carcinoma gastrico.
Pertanto, le attuali linee guida suggeriscono di eradicare l'infezione ogni qualvolta questa venga diagnostica, indipendentemente dalla sintomatologia o dalle complicanze già esistenti.
Negli ultimi decenni l'eradicazione dell'infezione da Hp è divenuta sempre più problematica a causa dell'aumentata resistenza del patogeno agli antibiotici utilizzati nei diversi schemi di trattamento, in particolare alla claritromicina. Per tale motivo, i dati presenti attualmente in letteratura evidenziano che la quadruplice terapia "tre-in-uno" a base di bismuto, tetraciclina, metronidazolo (Pylera®) e inibitore di pompa protonica (IPP), rappresenti il regime terapeutico più efficace. Tale trattamento dovrebbe essere proposto in I linea nelle aree geografiche ad alta resistenza del patogeno alla claritromicina, come ad esempio la Regione Lazio, e in quei casi in cui non venga eseguito l'antibiogramma sulla biopsia gastrica. Tuttavia, la suddetta terapia eradicante non è scevra da effetti collaterali che possono determinare una minore adesione dei pazienti al trattamento.
Lo scopo di tale studio è dunque quello di valutare se la supplementazione con probiotici possa apportare un reale vantaggio in termini di efficacia e tollerabilità nella quadruplice terapia "tre-in-uno".