Una lingua, tante lingue: la tradizione grammaticale sanscrita e le lingue letterarie nel Sudasia premoderno attraverso la testimonianza dei missionari e lo studio dei paratesti

Anno
2019
Proponente Carmela Mastrangelo - Ricercatore
Sottosettore ERC del proponente del progetto
SH5_3
Componenti gruppo di ricerca
Componente Categoria
Bruno Lo Turco Componenti strutturati del gruppo di ricerca
Componente Qualifica Struttura Categoria
Cristina Muru Ricercatore confermato Università degli Studi della Tuscia Altro personale aggregato Sapienza o esterni, titolari di borse di studio di ricerca
Giuliano Giustarini Lecturer Mahidol University, Bangkok, Thailand Altro personale aggregato Sapienza o esterni, titolari di borse di studio di ricerca
Abstract

La lingua sanscrita, fissata dal grammatico Panini nel IV sec. a.C. e istituzionalmente preservata, venne configurandosi nel tempo come lingua artificialmente "rifinita" rispetto alle lingue "naturali" (prakrta), riservata alla sfera del sacro e dello spirituale. Questa prospettiva, assunta dagli orientalisti ottocenteschi in epoca coloniale, è oggi incorporata nelle teorizzazioni dei sostenitori di un'astratta identità hindu (hindutva). Con la presente ricerca ci si propone di capovolgere tale prospettiva, troppo spesso acriticamente accettata, e di indagare le connessioni del sanscrito con le lingue e letterature che si affermarono specificamente nel sud dell'India in epoca premoderna, concentrandosi sulle lingue dravidiche e sul loro impiego in contesti colti ed eminentemente letterari, e, inoltre, sulla lingua del canone buddhista pali, nata come il sanscrito in ambito religioso e usata nell'area dell'odierno Sri Lanka. A tale scopo, si intende avvalersi della metodologia del progetto franco-tedesco, finanziato dal FRAL 2018, TST (Texts Surrounding Texts), che studia il vasto materiale manoscritto raccolto nelle biblioteche di Parigi (BnF) e Amburgo (Stabi) alla luce dei "paratesti" (commenti, glosse, varianti, e interpolazioni in lingue locali) che accompagnano i testi sanscriti canonizzati. In particolare, si ritiene necessario integrare questo materiale con quanto è stato riportato a Roma dai missionari di stanza in Malabar e Tamil Nadu meridionale, i quali, fuori dai confini dell'impero Mughal, accostarono una tradizione ininterrotta di apprendimento e studio del sanscrito, e a mezzo della loro opera di copiatura e traduzione dei testi indiani contribuirono a creare un paratesto plurilingue, che testimonia della "fluidità" tra diversi contesti religiosi e letterari. Più precisamente, si intende studiare i lessici manoscritti dei missionari ponendoli a confronto con il lessico sanscrito tradizionale Amarakosa e con il suo paratesto dravidico.

ERC
SH5_2, SH6_1, SH6_13
Keywords:
STUDI ASIATICI, INDOLOGIA, ORIENTALISMO

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