Tra autonomia e subordinazione: il caso delle professioni sanitarie nei servizi esternalizzati
Obiettivi: il contributo si propone di esplorare le condizioni di lavoro dei professionisti impiegati nelle
diverse professioni sanitarie nei servizi esternalizzati. Anche se si tratta di una prassi consolidata nel
complesso panorama della gestione dei servizi alla persona, il ricorso all’esternalizzazione ad enti del cd.
privato sociale pone una serie di problematicità legate sia alla qualità del lavoro in termini di reddito,
tutele, riconoscimento e autonomia, sia più in generale all’organizzazione del lavoro e della qualità dei
servizi erogati.
Metodi: analisi di 47 interviste in profondità somministrate a terapisti neuro-psicomotori dell'età
evolutiva (Tnpee), fisioterapisti e logopedisti, tutti impiegati in centri di assistenza pubblici e privati
della regione Lazio.
Risultati: il contributo mette in luce da un lato alcune delle criticità tipiche del nuovo lavoro autonomo
collegate a frequenti ritardi nei pagamenti, all’assenza di status professionale riconosciuto e all’isolamento
professionale, dall’altro segnala le difficoltà di erogazione della prestazione in assenza di regolazione.
Conclusioni: l’eccessiva responsabilizzazione del singolo professionista e il prevalere di dinamiche
competitive di mercato condizionano non solo la qualità della prestazione, ma minano anche tutti quegli
aspetti fondamentali nel lavoro di cura legati a dinamiche connesse all’affettività e alla fiducia, dipendenti
cioè dalla capacità di assicurare continuità e stabilità del servizio.