Analisi polliniche di sedimenti marini tardo-olocenici della Sicilia sudorientale

04 Pubblicazione in atti di convegno
Michelangeli Fabrizio, Di Rita Federico, Lirer Fabrizio, Magri Donatella

La carota di sedimento ND2, prelevata a 89 m di profondità nel Canale di Sicilia a circa 20 km dalla costa,
occupa una posizione strategica nel centro del Mar Mediterraneo. In quest’area della Sicilia meridionale,
il clima tipicamente mediterraneo, influenzato anche dalla complessa interazione tra il regime climatico
subtropicale del continente africano e quello temperato del continente europeo, determina una variegata
biodiversità floristica e una notevole ricchezza di configurazioni vegetazionali.
L’analisi pollinica della successione sedimentaria ND2 ha permesso di ricostruire in maniera dettagliata le
dinamiche vegetazionali degli ultimi 3000 anni riconducibili alle oscillazioni climatiche del tardo Olocene,
nonché all’attività umana nel corso dei secoli. Le variazioni della copertura forestale rilevate presentano una
corrispondenza con oscillazioni note dell’attività solare e mostrano ciclicità riscontrate in ambito stratigrafico a
livello globale (Bond et al., 1997). La caratterizzazione ecologica di tali variazioni ha permesso di identificare
periodi di pronunciata aridità in grado di influenzare gli ecosistemi forestali del settore sudorientale della
Sicilia. La zonazione biostratigrafica del diagramma pollinico, basata sull’alternanza di fasi a vegetazione più
o meno aperta e sulla composizione floristica, riflette le principali fluttuazioni climatiche avvenute in epoca
storica. Un’espansione forestale durante il periodo romano indica una prolungata condizione di disponibilità
idrica. A partire dal XIV secolo, un marcato decremento nella concentrazione pollinica dei taxa arborei
suggerisce condizioni climatiche più aride per l’intera durata della Piccola Età Glaciale. Il rinvenimento di taxa
a distribuzione prettamente africana testimonia episodi di rivenute polliniche dal Nord Africa e permette di
tracciare la provenienza di venti da sud/sud-ovest, conuna maggiore frequenza negli ultimi 1000 anni (Sabatier
et al., 2020). I maggiori cambiamenti di paesaggio vegetale legati all’intervento antropico riflettono una
significativa intensificazione delle pratiche agricole in epoca recente, accompagnata da riforestazioni massive
durante il periodo fascista e dall’introduzione di specie alloctone nel secondo dopoguerra.

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