Qual è il valore dell'arte?
“Qual è il valore dell’arte?” sembra essere una domanda legittima, a cui si può rispondere in modi diversi e non necessariamente incompatibili tra loro. La storia dell’estetica è tutta attraversata dal problema della valutazione, ma porlo nei termini di una domanda apparentemente innocente – “qual è il valore dell’arte?” − induce erroneamente a credere che esista una classe di attività (artistiche), o una classe di eventi o di opere (d’arte), che sta davanti a noi, già definita e riconoscibile in quanto tale, e che il nostro compito sia decidere, poi, che valore abbiano i membri che la compongono. Il testo analizza il problema del giudizio estetico sullo sfondo problematico della distinzione tra fatti e valori; mostra l'insostenibilità di una nozione descrittiva di arte; rifiuta ogni definizione essenzialista o classificatoria delle pratiche artistiche, sottolinenando l'intreccio di necessità e contingenza di ogni opera; analizza i rapporti tra valutazione e interpretazione e, infine, si sofferma sui rapporti tra arte e mercato.