Diversamente, la città dei 5 sensi. Un progetto urbanistico inclusivo per l’accessibilità fisica e sensoriale del patrimonio culturale nei territori dei centri minori
Accessibilità e patrimonio culturale sono due termini spesso dialettici, talvolta antitetici che in questo progetto di ricerca vengono investigati alla luce di dimensioni, interpretazioni, strategie, regole e interventi per un progetto di territorio realmente connesso e sinergico che punti a valorizzare il ricco e prezioso palinsesto testimoniale dei territori contrassegnati dai centri storici minori; intervenire in questi spazi, molti con vincoli puntuali e tutelati come beni culturali, è un’operazione molto complessa che necessita di un’attenzione costante nella formazione di un processo di rigenerazione inclusivo teso a favorire la rivitalizzazione sociale, culturale ed economica contrastando il declino dei borghi storici e più in generale delle aree interne in Italia. Tema centrale è il disegno della continuità dello spazio pubblico e l’alto valore non solo fisico-geografico, ma anche ergonomico e sociale che riveste il tema dell’accessibilità, considerata come strumento teso a definire regole per la conformazione di percorsi e spazi pubblici di qualità. Nella definizione omnicomprensiva di “persone con disabilità”, il progetto includerà non solo le persone con difficoltà motoria ma anche persone con problematiche cognitive, sensoriali, emozionali prevedendo, tra i profili, non solo gli utenti con disabilità patologiche permanenti ma anche i così detti “soggetti a mobilità ridotta” come gli anziani, le donne in gravidanza, le famiglie con bambini piccoli e/o con passeggino, le persone infortunate o con limitazioni di movimento, i cardiopatici. I casi studio, tra cui il Comune di Bagnoregio e la frazione di Civita della provincia di Viterbo, riguarderanno ambiti caratterizzati dalla presenza di centri storici minori. La proposta si colloca all’interno di una attività di ricerca e di sperimentazione sul tema della città accessibile che il Dipartimento PDTA ha intrapreso da alcuni anni, in partnership con alcune associazioni del terzo settore.
