La filologia in Italia nel Rinascimento
Convegno internazionale dedicato allo sviluppo della filologia in Italia nella stagione di fine Quattrocento, del primo e pieno Cinquecento, fino alla conclusione della stagione del Rinascimento.
Convegno internazionale dedicato allo sviluppo della filologia in Italia nella stagione di fine Quattrocento, del primo e pieno Cinquecento, fino alla conclusione della stagione del Rinascimento.
Il saggio analizza la tradizione delle opere di Tasso nel corso degli ultimi due decenni del Cinquecento; propone inoltre materiali inediti sulla prima circolazione manoscritta della "Gerusalemme liberata"
Nel saggio sono pubblicate due lettere burlesche di Giovan Battista Marino, fin qui inedite, presentando gli elementi essenziali relativi alla loro tradizione e alla loro matrice letteraria.
Il saggio offre una riflessione aggiornata sul progetto di censimento degli Autografi dei letterati italiani, alla luce della recente pubblicazione del repertorio on line: www.autografi.net.
Incontro internazionale dedicato alle Satire di Ariosto, organizzato presso l'Université de Amiens.
Saggio che analizza la ripresa e il giudizio sulle opere di Tasso e degli autori di primo Seicento da parte dei principali protagonisti della stagione iniziale dell'Arcadia (Crescimbeni, Gravina, Rolli).
Raccolta di studi dedicati alla prima stagione dell'Arcadia, contrassegnata dal custodiato di Giovan Mario Crescimbeni.
Realizzato grazie alla stretta collaborazione di diversi autori, il volume offre una nuova edizione commentata delle Satire di Ludovico Ario- sto. Testo capitale del Rinascimento italiano, avviate nel 1517, all’indomani del primo Furioso, le Satire rappresentano uno straordinario esperimento di ripresa della tradizione classica, anzitutto di Orazio, e insieme di intreccio di quelle memorie con il contesto dell’Italia contemporanea, tra la Ferrara degli Este e la Roma dei papi Medici.
L'articolo analizza la questione della "libertà" nell'Elegia di madonna Fiammetta e nel Corbaccio di Giovanni Boccaccio.
In un importante saggio sulla poesia italiana delle Origini (1977), d’Arco Silvio Avalle affrontava, tra l’altro, il problema del conflitto tra l’amore sacro e l’amore profano nella tradizione trobadorica e, più in generale, nei poeti volgari del Medioevo. A partire da Avalle, in questo studio si propone una classificazione delle modalità di riutilizzo di elementi sacri (lessico, immagini, motivi) nella poesia profana del Duecento, soffermandosi in particolare su Dante, Guinizzelli e Cavalcanti.
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